Perché le donne vivono più a lungo degli uomini?

Secondo i dati Istat, gli uomini italiani hanno un’aspettativa di vita media di 80,8 anni e le donne di 85,2 anni. La diminuzione del tasso di natalità e il contemporaneo aumento della capacità di sopravvivenza hanno determinato l'invecchiamento della popolazione. Tra i modulatori dell’invecchiamento precoce grande importanza rivestono sicuramente la nutrizione e lo stile di vita, ai quali si correlano la prevenzione, l’instaurarsi o l’aggravarsi di diverse patologie, soprattutto nel soggetto anziano.
Avere una maggiore speranza di vita significa anche aumentare le possibilità di contrarre malattie invalidanti che fanno invecchiare precocemente, mentre la speranza di tutti è di poter vivere bene, quindi con la maggiore salute possibile anche in età avanzata. Per aumentare la possibilità di benessere in età anziana la prevenzione ha un ruolo molto importante, ruolo che probabilmente ha influito sulla maggiore attesa di vita delle donne italiane.
Per questo motivo l’Osservatorio Grana Padano (OGP) ha analizzato le abitudini alimentari degli over 40 e valutato le differenze nutrizionali e di stile di vita tra i due sessi, differenze che possono, in qualche modo, predisporre a un miglior invecchiamento.
Un nuovo biomarcatore per il Morbo di Parkinson

Uno studio coordinato dell'Università Statale di Milano identifica attraverso la biopsia cutanea aggregati proteici come nuovi biomarker per la malattia di Parkinson e supporta l'ipotesi che la patologia insorga alla periferia del sistema nervoso.
La rivista Brain pubblica uno studio nato dalla stretta collaborazione del gruppo di ricerca del dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano, guidato da Graziella Cappelletti, docente di Anatomia umana, con Centro Parkinson dell’Ospedale Gaetano Pini-CTO e Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson di Milano. In questo studio i ricercatori rivelano la presenza di aggregati proteici nelle terminazioni nervose periferiche nella pelle di pazienti affetti dalla malattia di Parkinson e li propone come nuovi biomarker della patologia.
Rapporto ONU: mentre le foreste nel mondo continuano a diminuire, è necessario intervenire con urgenza per tutelare la loro biodiversità

Pescatore nel lago di Gede Pangrango in Indonesia.
La conservazione e l'uso sostenibile possono lavorare in sinergia per tutelare piante, animali e mezzi di sussistenza. Secondo l'ultima edizione del rapporto sullo Stato delle Foreste nel Mondo, pubblicata oggi, è necessario intervenire con urgenza per tutelare la biodiversità delle foreste del mondo, visti gli allarmanti tassi di deforestazione e degrado.
Pubblicato in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità (22 maggio), il rapporto dimostra che la conservazione della biodiversità dipende totalmente dal modo in cui interagiamo e utilizziamo le foreste del pianeta.
Il rapporto è stato prodotto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (FAO), per la prima volta in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP) e con il contributo tecnico del Centro di Monitoraggio per la Conservazione, che fa capo al Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP-WCMC).
Il rapporto rivela che dal 1990 circa 420 milioni di ettari di foresta sono andati perduti a causa della conversione del suolo ad altri usi, anche se negli ultimi trent'anni il tasso di deforestazione si è ridotto.La crisi del COVID-19 ha fatto luce sull'importanza della conservazione e dell'uso sostenibile della natura, riconoscendo che il benessere delle persone è collegato alla salute dell'ecosistema.
NEUROCHIRURGIA: BAMBINO GESU’, IN VIAGGIO DENTRO IL CERVELLO CON IL SIMULATORE 3D DONATO DA ‘HEAL’

Oltre 500mila euro all’Ospedale Pediatrico per l’acquisto del sofisticato sistema tecnologico. È già stato utilizzato in circa 100 casi di chirurgia cranica complessa, riducendo l’impatto dell’intervento.
Un’immersione virtuale nelle profondità del cervello, ricostruito in 3D, per osservare la malattia da punti di vista mai esplorati e trovare la strada migliore per combatterla, simulando l’intervento. È possibile con il simulatore neurochirurgico ‘Surgical Theatre’, donato all’Ospedale Pediatrico della Santa Sede dall’Associazione Heal che, tramite la Fondazione Bambino Gesù Onlus, ha reso disponibili oltre 500 mila euro. Il Bambino Gesù è stato il primo ospedale pediatrico in Europa a potersi dotare, fin dallo scorso anno, di questa sofisticata piattaforma tecnologica che consente di ridurre l’impatto delle procedure chirurgiche sui bambini. È già stata utilizzata in circa 100 casi di chirurgia cranica complessa, soprattutto per il trattamento dei tumori cerebrali e dell’epilessia.
El verano no debe rebajar las medidas preventivas frente al coronavirus

Un equipo científico integrado por investigadores de la Universidad de Málaga y del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) ha revisado más de una treintena de trabajos científicos publicados a nivel mundial desde enero de 2020 -33 artículos y 112 referencias- sobre el efecto de las variables atmosféricas, principalmente, temperatura y humedad, en la propagación e incidencia del nuevo coronavirus (SARS CoV-2).
El estudio, liderado por el profesor de Geografía de la Universidad de Málaga Oliver Gutiérrez, ha sido publicado en la revistaInvestigaciones Geográficas, y concluye que, hasta el momento, no existe evidencia científica sólida que respalde la afirmación de que el aumento de las temperaturas primaverales y, sobre todo, el inexorable incremento de las mismas durante el verano, pueda contribuir a limitar la progresión del SARS CoV-2 y la enfermedad asociada.
Evidence shows cloth masks may help against COVID-19

The evidence shows that cloth masks, particularly those with several layers of cotton cloth, block droplet and aerosol contamination of the environment, which may reduce transmission of COVID-19.
“The point is not that some particles can penetrate the mask, but that some particles are stopped, particularly outwardly, from the wearer,” said first author Catherine Clase, associate professor of medicine at McMaster University and a nephrologist of St. Joseph’s Healthcare Hamilton.
“Ideally, we would want a mask to work in both directions, protecting the wearer from the environment and reducing the contamination of the environment – air and surfaces – by the wearer.” Her international research team examined a century of evidence including recent data, and found strong evidence showing that cloth and cloth masks can reduce contamination of air and surfaces.
“Direct evidence about whether wearing a mask of any sort outside a health-care setting reduces actual transmission of COVID-19 is lacking. This is why public-health decisions about public mask wearing have been difficult to make, and why they differ around the world,” said Clase. “Our review suggests that cloth can block particles, even aerosol-sized particles, and this supports Canadian public health policy on the issue.”
New therapy for triple negative breast cancer

Ramón Martínez Máñez, researcher at IDM-UPV
This type of TNBC tumor does not express any of the receptors involved in most breast cancers (estrogen, progesterone and HER2), so the most common treatments, such as the hormone therapy, are not viable in these patients.
This new study is led by Mar Orzáez, principal researcher at the Laboratory of Peptide and Protein Chemistry at CIPF, and Ramón Martínez Máñez, member of the CIPF-UPV Joint Research Unit of Diseases Mechanisms and Nanomedicine, and research at the Interuniversity Research Institute for Molecular Recognition and Technological Development (IDM) of the UPV and at the Centro de Investigación Biomédica en Red (CIBER) in the subject area of Bioengineering, Biomaterials and Nanomedicine (CIBER-BBN). The study proves that a combined treatment of a senescence inducer and a senolytic nanoparticle selectively removes senescent cells, delays tumor growth and reduces metastasis in a model of aggressive breast cancer.
The application of senescence inducers has represented a successful strategy for treating breast cancer patients thus far, although the accumulation of senescent cells in the body can favor relapse of the tumor. Senescence or cell aging occurs both in physiological and pathological situations. When a cell enters into senescence, it stops dividing and releases substances that cause inflammation.
Inexpensive retinal diagnostics via smartphone

Method is suitable for the detection of diabetes-related eye disease, shows study by the University of Bonn.
Retinal damage due to diabetes is now considered the most common cause of blindness in working-age adults. In low- and middle-income countries, an eye examination via smartphone could help to detect changes at an early stage. This is shown by a new study carried out by scientists from the University of Bonn together with colleagues from Sankara Eye Hospital Bangalore (India). The results are published in the journal "Ophthalmology".
One of the most dangerous long-term complications of diabetes is vascular damage. In the eye's photosensitive layer, the retina, this also impacts the capillaries. This network of small vessels supplies the sensory cells with oxygen and nutrients. If it deteriorates, abnormal new vessels form instead and further harm the damaged retina. Left untreated, this often result in loss of vision and ultimately blindness.
"If such a retinopathy is recognized and treated in time, vision loss can often be prevented," emphasizes Dr. Maximilian Wintergerst from the Department of Ophthalmology at the University Hospital Bonn. "An important aspect of therapy is better control of the diabetes; in addition, it is also possible to treat the undersupplied retina with laser light before further problems occur." Laser treatment destroys the undersupplied retina so that it can no longer cause problems by releasing growth factors. These can otherwise cause the formation of abnormal vessels and fluid accumulation in the retina.
IL MONDO DI LEONARDO APERTO SABATO 30 MAGGIO

PROMOZIONE CON INGRESSO A SOLI 6 EURO INVECE DI 12 PER SCOPRIRE LEONARDO DA VINCI CON TUTTA LA FAMIGLIA
Sabato 30 maggio la mostra LEONARDO3 - IL MONDO DI LEONARDO in Piazza della Scala, ingresso Galleria Vittorio Emanuele II, a Milano, sarà aperta dalle 11:00 alle 19:00 con ingresso scontato del 50%: 6 euro (invece di 12).
Il biglietto si potrà acquistare al momento dell'ingresso.
L'ingresso è sempre gratuito con la Card Musei Lombardia.
I protocolli messi in atto consentono una visita in tutta sicurezza.
La mostra/museo dedicata a Leonardo da Vinci sarà poi aperta sia domenica 31 maggio, sia martedì 2 giugno, sempre con orario dalle 11:00 alle 19:00.
IL MONDO DI LEONARDO dal 2013 è stato sempre aperto 364 giorni all'anno, con orario dalle 9:30 alle 22:30. Ma in questo periodo di ripresa, dopo la chiusura del periodo di emegenza COVID-19, è ripartito aprendo solo il sabato, la domenica e i festivi in attesa che la situazione di circolazione del pubblico si normalizzi.
Quando gli elefanti popolavano il Nord Europa

Il Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza ha partecipato al ritrovamento di uno scheletro quasi completo di elefante preistorico, insieme a strumenti d’osso, schegge di pietra e a numerose impronte nel terreno. I resti, rinvenuti nel sito archeologico di Schöningen in Germania, risalgono a 300.000 anni fa e forniscono un nuovo scenario per il nord Europa del tempo
Schöningen, in Germania, è senz’ombra di dubbio uno dei siti dell’età della pietra più importanti al mondo. In passato ha già fornito importanti informazioni sulla flora, la fauna e sulle specie umane e animali che popolavano la Terra 300.000 anni fa, durante il Pleistocene.
Oggi, una nuova importante scoperta in questo sito permette di ricostruire lo scenario, piuttosto inaspettato, del nord Europa del tempo: un team di ricercatori, guidato dall’italiano Jordi Serangeli e da Nicholas Conard, dell’Università di Tübingen e del Dipartimento di Scienze dell’antichità della Sapienza, ha ritrovato uno scheletro quasi intero di elefante insieme a resti di strumenti litici utilizzati probabilmente per cibarsene, e, a pochi metri di distanza, delle impronte di un piccolo gruppo di elefanti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista tedesca Archäologie in Deutschland, conferma come quelle terre, nonostante il clima piuttosto simile a quello attuale, fossero abitate al tempo da molti animali selvatici che oggi considereremmo in gran parte esotici, quali cavalli, leoni, tigri dai denti a sciabola e persino grossi elefanti.
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