Cos'è il disturbo bipolare

Il disturbo bipolare colpisce 1-2 persone su 100 ed è caratterizzata da un umore oscillante tra due estremi: la fase maniacale e la fase depressiva.
La fase depressiva
È del tutto sovrapponibile alla depressione maggiore, per cui ci sono sentimenti di inadeguatezza, abbassamento dell’umore, idee pessimistiche, perdita di interesse per le attività a cui prima ci si dedicava con piacere. Perdita dell’appetito, mancanza di sonno o viceversa si passa l’intera giornata a letto. Questa fase può, inoltre, complicarsi con sintomi psicotici: ci possono essere dei deliri di rovina, catastrofismo, oppure idee di suicidio.
La fase maniacale
È esattamente l’opposto: grande energia, estremo ottimismo, sicurezza di sé, che può portare a prendere decisioni avventate o potenzialmente dannose, come spendere molto denaro. Non si sente il bisogno di dormire e c’è una propensione per un’attività sessuale promiscua ed esibita. Talvolta la spiccata tendenza a prendere iniziative può essere proficua sotto il profilo lavorativo. Può capitare, infatti, che chi è affetto da disturbo bipolare sia una persona di successo, proprio perché la fase manicale può essere propulsiva per le proprie aspirazioni. Ma anche la fase maniacale può complicarsi con idee deliranti di grandezza o di onnipotenza, anche con sentimenti paranoidi e di persecuzione.
Allarme plastica, nuovo report WWF

L’INQUINAMENTO DEGLI OCEANI SARÀ 4 VOLTE MAGGIORE ENTRO IL 2050
IN MOLTE AREE, TRA CUI IL MAR MEDITERRANEO, È GIÀ STATA SUPERATA LA SOGLIA MASSIMA DI INQUINAMENTO PERICOLOSO DA MICROPLASTICHE
L’appello in vista della prossima Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente – UNEA (28 febbraio-2 marzo) perché si adotti finalmente un Trattato globale legalmente vincolante
Un nuovo report del WWF analizza oltre 2.590 studi sull’inquinamento da plastica negli oceani e fornisce l’analisi completa degli impatti che sta causando sulle specie e sugli ecosistemi marini: una vera e propria crisi planetaria, secondo la definizione data dalle Nazioni Unite.
Secondo il report è probabile che la crescita prevista dell’inquinamento da plastica comporterà in molte aree rischi ecologici significativi che indeboliranno gli attuali sforzi per proteggere e aumentare la biodiversità, se non si interverrà ora per ridurre la produzione e l’uso della plastica a livello globale. Basti pensare che la massa (in peso) di tutta la plastica presente sul Pianeta è il doppio della biomassa totale degli animali terrestri e marini messi insieme!
Un nuovo sensore per misurare il livello di anticorpi neutralizzanti contro SARS-CoV-2

Messo a punto da un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna, il dispositivo è rapido, efficace, affidabile ed economico: potrebbe essere utile sia in campo clinico che per lo sviluppo di nuovi vaccini anti COVID-19 Una nuova tecnologia – rapida, efficace, affidabile ed economica – per misurare il livello di anticorpi neutralizzanti contro SARS-CoV-2 presenti nel sangue, ma anche per testare l’efficacia di nuovi vaccini anti COVID-19. Presentato su Communications Materials, rivista del gruppo Nature, il dispositivo è stato messo a punto da un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna.
Si tratta di un “transistor elettrochimico organico” (OECT – Organic Electrochemical Transistor), basato su un particolare polimero conduttivo (Pedot:Pss), che permette di monitorare a distanza e in tempo reale l’integrità del tessuto cellulare riuscendo così a capire se una coltura in vitro infetta dal coronavirus è protetta o meno dagli anticorpi neutralizzanti presenti nel siero sanguigno. È la prima volta che un sensore di questo tipo viene utilizzato su SARS-CoV-2, e lo stesso strumento potrebbe in futuro essere adattato anche per altre tipologie di virus.
Arriva “Greenpizza”, il podcast di Greenpeace Italia con notizie appena sfornate sulla difesa del Pianeta

Si chiama Greenpizza ed è il primo podcast originale realizzato da Greenpeace Italia. Il nuovo prodotto editoriale dell’organizzazione ambientalista (disponibile a partire da oggi su https://greenpizza.buzzsprout.com/ e su tutte le principali piattaforme come Spotify, Amazon Music e Apple podcast) ogni settimana affronterà con un ospite diverso i temi più scottanti del pianeta: clima, inquinamento, allevamenti intensivi, mobilità, greenwashing e molto altro.
Il primo episodio di Greenpizza si intitola Nel 2022 salveremo il Pianeta? ed è dedicato alla crisi climatica e al caro bollette. Ospite il giornalista e conduttore Riccardo Iacona, che parlerà di cambiamenti climatici, con anticipazioni sulle nuove inchieste di PresaDiretta, al via da questa sera su Rai3.
Una dieta per il pianeta: la sfida per un sistema alimentare sano e sostenibile

È possibile garantire una dieta sana per una popolazione futura di 10 miliardi di persone rispettando le soglie di sostenibilità del pianeta?
Con una pubblicazione sulla prestigiosa rivista Nature Food, Marta Tuninetti, Luca Ridolfi e Francesco Laio del Dipartimento di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI del Politecnico di Torino, propongono un indicatore, il Diet Gap, per misurare l’inadeguatezza dei sistemi alimentari attuali dal punto di vista della salute e della sostenibilità.
Le abitudini alimentari sono peculiari del paese in cui viviamo e possono essere molto diverse da quelle di altri paesi per ragioni legate al contesto storico, religioso, culturale, economico e sociale: “siamo quello che mangiamo”.
L’inquinamento acustico si misura con lo smartphone

Un esperimento di scienza partecipata ha permesso di misurare il rumore esterno che arriva nelle abitazioni degli italiani, grazie a un protocollo in grado di analizzare l'associazione tra i livelli sonori misurati, il comfort individuale e i fattori sociali e ambientali del contesto sonoro di riferimento. I risultati dello studio, firmato dall’Istituto nanoscienze e dall’Unità comunicazione e relazioni con il pubblico del Consiglio nazionale delle ricerche, dagli Istituti clinici scientifici “Maugeri” e da Arpa Piemonte, sono pubblicati su PlosOne.
Uno smartphone per misurare il rumore ambientale sul territorio nazionale e associarlo alla valutazione soggettiva del benessere acustico nel momento della misurazione. A progettare un protocollo sperimentale in grado di misurare il rumore in modo semplice e anonimo e di analizzare al contempo i dati raccolti, un team di ricercatori ed esperti di comunicazione della scienza dell’Istituto nanoscienze (Nano) e della (già) Unità comunicazione relazioni con il pubblico (Ucrp) del Consiglio nazionale delle ricer che (Cnr), d egli Istituti clinici scientifici “Maugeri” e d i Arpa Piemonte. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati su PlosOne.
A new method for treating Alzheimer's disease

Researchers at the faculty have developed an artificial intelligence (AI) method to help them identify potential new medicines for Alzheimer's. The new medicineseems to be more precise. No side effects were documented during tests with worms and mice.
The cells' waste management is destroyed by Alzheimer's disease
One of the causes of Alzheimer’s disease is the degeneration and loss of nerve cells in the brain as we age. A cell is like a finely tuned machinery. The cell needs energy to perform its tasks. The energy comes from energy factories called mitochondria.
In young, healthy cells, old or damaged mitochondria are removed from the cell in a process called mitophagy.The research groupfound that when we get older, we have more broken mitochondria, and the cells will not be able to remove all of them anymore.An accumulation of broken mitochondria clogs the cell’s ordinary processes and eventually, the cell will die. – Cells need the energy generated by the mitochondria to clear this "garbage". Just like a machine will stop working if it is not maintained, says associate professor Evandro F. Fang, the leader of the research group.
Fang leads an international research group at The Institute of clinical medicine, University of Oslo and Akershus University Hospital.
A new method for treating Alzheimer’s disease
A new potential method for treating thedisease is described by Fang's group in a new study:
– We may be able to reduce or stop the progress of the disease with the patient. We can do this by increasing the cell’s ability to self-clean, Fang says. Because the clogging of the machinery is a part of the problem, the researchers had to find a way toboost the cleaning process.They looked into the use of so-called mitophagy inducers. The idea was to find a way toincrease the level of waste management in the patient’s brain cells. – We can compare this to hiring extra personnel to clear a cleaning backlog in a factory, Fang explains.
Fang's group described how It may be possible to finda way to stimulate the cells' own self-cleansing systemin 2019.
The treatment may improve other organs
The rebootof mitophagy gives the patient several advantages: It will increase the clearance of brain cell garbage and the cleaning process will be more effective in itself. It may also increase the cleaning in other other organs, not only the brain. – By turning up mitophagy, we may also be able to increase the quality of other organs, like their heart and muscles. A stronger body is important to reduce the effects of the disease, Fang notes.
Used AI to find possible candidates for a new medication
It takes a lot of time and effort to develop a new drug, and it is a very expensive process.
The researchers wanted to find substances that may induce the cleaning process. They used AI to search for substances similar to known mitophagy inducers.
The computer programbrowsed through a large catalogue of substances and identified two candidates,Rhapontigenin andKaempferol. They used mice and nematodes, a type of worms, to document whether use of these substances ontheir nerve cells inhibited memory loss. – We spent three months searching from a library of around3000 known mitophagy-inducing substances. If we had used traditional techniques to discover a newdrug, it would likely have taken more than three years to find potential drug candidates’, Fang explains.
The researchers have filed a patent on the new medication for Alzheimer’s disease
Fang and his colleagues have filed a patent on Rhapontigenin for the treatment of Alzheimer’s disease. They are now working on describing both how Rhapontigenin and Kaempferol may help usdelay the progression of memory loss, and how it may help us reduce disease progression when it has occured. In addition, they are also going to describe the in-depth molecular mechanisms that help Kaempferol and Rhapontigenin to induce mitophagy.
Covid-19: Three exposures to spike protein allow people to develop broad antibody immunity – also against Omicron

Scientists from Ludwig-Maximilians-Universitaet (LMU) in Munich, Helmholtz Munich, and Technical University of Munich have shown that the immune system is capable of neutralizing even Omicron after a total of three exposures to the viral spike protein.
Since the beginning of the Covid-19 pandemic, SARS-CoV-2 has continued to evolve, with new variants of concern (VoCs) spreading rapidly. Highly contagious and partially capable of evading the immune response, Omicron has become the dominant variant in most countries.
Answers to the question how the immune systems can be “educated” to battle Omicron and other immune escape variants of the virus are provided by a team led by Professor Ulrike Protzer (Institute of Virology at Technical University of Munich and Helmholtz Munich), Professor Percy Knolle (University Hospital rechts der Isar of the Technical University of Munich), and Professor Oliver T. Keppler (Max von Pettenkofer Institute and Gene Center Munich at LMU). As they report in Nature Medicine, a total of three exposures to the viral spike protein leads to production of virus neutralizing antibodies not only in high quantity, but also high quality. These high-quality antibodies bind to the viral spike protein more vigorously and are also capable of effectively fighting the Omicron variant. This applies to triple-vaccinated people, to people who have recovered from Covid-19 and then had two vaccinations, and to double-vaccinated people who then had a breakthrough infection.
Mutazioni nei geni BRCA: non solo tumori alla mammella e all’ovaio

Un nuovo studio internazionale coordinato dal Dipartimento di Medicina molecolare della Sapienza e dall’Università di Cambridge, sostenuto anche da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, ha stimato su un campione di più di 5.000 famiglie l’associazione delle mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 con il rischio di sviluppare, in entrambi i sessi, 22 tipi di cancro, tra cui quello alla prostata, al pancreas e allo stomaco. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Clinical Oncology
Le mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2 sono soprattutto note in quanto nelle famiglie di portatori aumentano sensibilmente il rischio di sviluppare carcinomi della mammella e dell’ovaio. Queste conoscenze hanno anche permesso di realizzare adeguati programmi di screening mirati alla prevenzione di queste neoplasie. Finora tuttavia non si sapeva con altrettanta precisione se le stesse mutazioni potessero aumentare il rischio di sviluppare altri tipi di tumori.
La tundra artica, sorgente o pozzo di CO2?

Un team di ricerca del Cnr-Igg ha identificato il ruolo dei parametri climatici e della vegetazione sui flussi di CO2 nella tundra artica. I risultati, ottenuti grazie a campagne di misura e modelli matematici, sono pubblicati su Scientific Reports
Non solo radiazione solare e temperatura. Nella tundra artica l’umidità del suolo, l’abbondanza ed il tipo di vegetazione controllano lo scambio di CO2 tra suolo, vegetazione e atmosfera. È la conclusione di uno studio realizzato da un team di ricerca dell’Istituto di geoscienze e georisorse del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igg) e pubblicato sulla rivista Scientific Reports.
I ricercatori hanno analizzato le misure di flussi di anidride carbonica nella tundra artica dell’isola di Spitzbergen (Norvegia), nel bacino del torrente Bayelva, non lontano dalla stazione artica Dirigibile Italia del Cnr, identificando le variabili climatiche ed ecologiche da cui tali flussi dipendono.
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