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Dicembre 2025


Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà i ghiacci delle lune gioviane per supportare le missioni JUICE ed Europa Clipper.
Il 17 dicembre 2025 segna una data storica per la ricerca spaziale italiana. Presso il Dipartimento di Matematica e Fisica dell’Università degli Studi Roma Tre, è stato ufficialmente aperto lo SWIM Lab. Si tratta di un laboratorio all'avanguardia, unico nel suo genere, nato per rispondere a una delle domande più affascinanti della scienza moderna: c'è acqua liquida (e quindi vita) sui satelliti di Giove?

Pubblicato in Astrofisica


Un nuovo studio pubblicato su Nature rivela come il complesso proteico NAC agisca da "regolatore di velocità" all'interno dei ribosomi per garantire una produzione impeccabile.
Le proteine sono i mattoni fondamentali della vita. All'interno delle nostre cellule, vengono assemblate da vere e proprie fabbriche molecolari chiamate ribosomi, che traducono il codice genetico in catene di amminoacidi. Tuttavia, produrre una proteina non significa solo "montarla": essa deve essere ripiegata correttamente, modificata chimicamente e spedita alla sua destinazione precisa.

Pubblicato in Medicina


Un nuovo studio sulla gigante rossa R Doradus rivela che la luce stellare, da sola, non basta a diffondere i "mattoni della vita" nello spazio.
Per decenni abbiamo creduto di sapere come gli elementi essenziali per la vita — come carbonio, ossigeno e azoto — venissero trasportati dalle stelle verso il resto della galassia. Ma una nuova ricerca condotta dalla Chalmers University of Technology (Svezia) ha appena messo in discussione questa certezza, aprendo un affascinante mistero cosmico.

La vecchia teoria: una "spinta" di luce
Fino ad oggi, gli astronomi ipotizzavano che il vento stellare prodotto dalle giganti rosse (stelle antiche e fredde, simili a quello che diventerà il nostro Sole tra miliardi di anni) fosse alimentato dalla pressione della luce. In sintesi: la radiazione della stella avrebbe dovuto colpire i granelli di polvere appena formati, spingendoli verso l'esterno come una vela solare e trascinando con sé i gas necessari a formare nuovi pianeti e, potenzialmente, la vita.

Pubblicato in Astrofisica


Uno studio coordinato dall'Università Statale di Milano e dall'Istituto Mario Negri rivela come un enzima nel plasma possa rivoluzionare la diagnosi precoce e il monitoraggio della malattia.
Una ricerca d'avanguardia, pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Parkinson’s Disease, segna un punto di svolta nella lotta alle malattie neurodegenerative. Per la prima volta, l'enzima JNK3 è stato identificato nel sangue non solo come un bersaglio per future cure, ma come un biomarcatore plasmatico estremamente preciso, capace di segnalare il livello di danno neuronale in corso.

Dalla ricerca di base alla clinica: la "doppia identità" di JNK3
Fino ad oggi, JNK3 era noto agli scienziati principalmente come un attore protagonista nei processi di morte dei neuroni. La grande intuizione del team coordinato dalla Prof.ssa Tiziana Borsello (Università Statale di Milano e Istituto Mario Negri) è stata ipotizzare che questo enzima potesse essere rilevato anche nel plasma, trasformandosi in un "messaggero" della patologia.

Pubblicato in Medicina


Una ricerca d'avanguardia, guidata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) in sinergia con le Università di Urbino e Parma, ha impiegato la tecnologia del 'nanomotion sensing' per decodificare in tempo reale le dinamiche vitali dello Staphylococcus aureus. Questo microrganismo, tristemente celebre per la sua elevata resistenza ai farmaci, è stato monitorato attraverso l'analisi dei suoi nanomovimenti e delle sue funzioni metaboliche. I risultati, apparsi sulla prestigiosa rivista Scientific Reports, promettono di rivoluzionare l'approccio terapeutico contro le infezioni batteriche più ostinate.

Pubblicato in Scienza generale

La donna dell'epoca vichinga aveva due conchiglie di capasanta posizionate vicino alla bocca. Nessuno ne conosce il motivo. Foto: Ellen Grav, Museo Universitario NTNU

 


Un ritrovamento eccezionale a Bjugn rivela rituali funerari mai visti prima e resti umani in perfetto stato di conservazione.
Il terreno di Bjugn, nella contea di Trøndelag, ha restituito un tesoro archeologico che sta lasciando la comunità scientifica senza parole. Quello che era iniziato come un semplice segnale sul metal detector dell’appassionato Roy Søreng, si è rivelato essere la sepoltura di una donna vichinga dell’IX secolo, conservata con una cura tale da permettere analisi finora impensabili.

Pubblicato in Scienza generale


Un innovativo studio rivela che la mente può "accendere" o "spegnere" le sensazioni tattili in base a ciò che riconosciamo come parte di noi.
Percepire un tocco non è solo una questione di recettori cutanei: è il frutto di una complessa elaborazione cerebrale legata all'identità corporea. Una ricerca condotta in sinergia tra il Manibus Lab dell'Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca, pubblicata sulla prestigiosa rivista PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences), dimostra che il cervello funziona come un vero "regista" della sensibilità, filtrando gli stimoli in base al senso di appartenenza del corpo.

Pubblicato in Scienza generale


Uno studio dell'Università di Padova identifica nel recettore CD300e un nuovo bersaglio per potenziare l'efficacia delle immunoterapie.
Un importante passo avanti nella lotta al carcinoma del colon-retto arriva dai laboratori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Un team di scienziati, sotto la direzione della professoressa Gaia Codolo, ha individuato un potenziale bersaglio terapeutico finora inesplorato: il recettore immunitario CD300e. La ricerca, che promette di rivoluzionare le strategie immunoterapiche, è stata resa possibile grazie al sostegno di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Pubblicato in Medicina


Grazie al "nanomotion sensing", i ricercatori del CNR hanno isolato i segnali vitali dello Staphylococcus aureus, aprendo la strada a terapie che colpiscono il metabolismo del ferro.
Una ricerca d'avanguardia, frutto della collaborazione tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e le Università di Urbino e Parma, ha gettato nuova luce sui meccanismi di sopravvivenza dello Staphylococcus aureus. Per la prima volta, grazie alla tecnologia del nanomotion sensing, è stato possibile monitorare in tempo reale i micro-movimenti e l'attività metabolica di questo patogeno, tristemente noto per la sua elevata resistenza ai farmaci.

Pubblicato in Medicina


La nostra percezione tattile non dipende solo dal contatto fisico, ma da ciò che il cervello crede ci appartenga. Uno studio d'eccellenza, nato dalla collaborazione tra il Manibus Lab dell’Università di Torino e l’Università di Milano-Bicocca, ha svelato come il senso di appartenenza corporea agisca da vero e proprio "regolatore" della nostra consapevolezza sensoriale. La ricerca è stata recentemente pubblicata su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences).

L'illusione che "spegne" la realtà
Il team di ricerca ha utilizzato il celebre paradigma della mano di gomma per manipolare la percezione dei partecipanti. Attraverso questa illusione, il soggetto arriva a percepire un arto artificiale come parte integrante del proprio corpo. I risultati hanno evidenziato un fenomeno sorprendente:

Tatto virtuale: Quando il cervello accetta la mano di gomma come "propria", il partecipante riferisce di sentire stimoli tattili applicati solo sulla protesi.

Anestesia mentale: Parallelamente, la sensibilità sulla mano reale diminuisce. È come se il cervello, spostando l'attenzione sull'arto artificiale, "attenuasse" il segnale proveniente da quello vero.

Pubblicato in Medicina
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