TPU foot implants improve life for pets and humans

Thomas and Kutuzov the cats with artificial feet
Veterinaries successfully apply Tomsk Polytechnic University’s developments for implantology. Now titanium implants with bioactive coatings are already used to treat pets in BEST vet clinic, Novosibirsk, Russia. Tomas and Kutuzov the cats were the first patients to apply the Tomsk development. A scientific team led by associate professor Sergey Tverdokhlebov, the TPU Department of Experimental Physics, is engaged in the property modification of materials used in implant manufacturing. Tomas and Kutuzov the cats were the first patients to test the innovation. “One cat was missing a front foot, another – a back foot. Their owners addressed the clinic and doctors suggested implants with our coatings. The owners agreed and the pets were operated. Now the two are under observation and veterinaries systematically do them radiograph and tomography. Results show the implants have taken roots well. According to the doctors the four-leg patients feel themselves with artificial feet as comfortable as with their native ones,” says Sergey Tverdokhlebov.
Heat exposure associated with mental illness, older people in rural areas especially vulnerable

A mental hospital-based study in Hanoi, Vietnam looked at if there is a relationship between heat exposure and mental health problems. The results showed significant increase in hospital admissions for mental illnesses during periods of heatwaves, especially during longer periods of heat exposure. This is according to a doctoral thesis from Umeå University. The study, which looked at admissions data from the Hanoi Mental Hospital during a 5 year period (2008 – 2012), also found that factors including old age, gender and rural-dwelling contributed to more mental illness among vulnerable and susceptible groups during heat or extreme heat exposure.
Tutto quello che avreste voluto sapere sul noce

Uno studio dell’Ibaf-Cnr e Ibam-Cnr identifica origine e modalità di diffusione del noce comune, evidenziando l’influenza dell’uomo. Il lavoro, pubblicato su Plos One, ha incrociato i dati genetici della pianta con l’analisi glottologica della parola ‘noce’ e con i dati archeologici, topografici e storici relativi alla distribuzione geografica della specie
Un recente studio condotto dagli istituti del Consiglio nazionale delle ricerche di Biologia agro-ambientale e forestale (Ibaf-Cnr) e per i Beni archeologici e monumentali (Ibam-Cnr), ha permesso di identificare l’origine e le modalità di diffusione del noce comune (Juglans regia L.), specie oggi apprezzata per le proprietà nutraceutiche dei frutti ricchi di acidi grassi polinsaturi. Pubblicato su Plos One, il lavoro evidenzia l’origine asiatica della pianta e l’esistenza nel Caucaso e nelle valli delle montagne dell’Asia Centrale di almeno quattro zone dove le popolazioni di noce conservano un valore elevato di diversità genetica, probabilmente sopravvissute in nicchie ecologiche protette dopo le glaciazioni del Pleistocene (Kyrgyzstan occidentale, Asia occidentale e centro-meridionale, Uzbekistan centro-orientale, province di Xinjiang and Shandong in China).
Medication Linked to Improved Reading Skills in Children with Dyslexia

Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology
A new study of atomoxetine, a drug used to treat attention deficit/hyperactivity disorder (ADHD), was associated with improved reading skills among children 10-16 years of age with either dyslexia alone or with ADHD and dyslexia, compared to placebo. The study results demonstrated improvements in critical reading skills such as vocabulary and coding among children with dyslexia-only, and showed the positive effects of atomoxetine on reading to be independent of the drug's effect on ADHD symptoms in children with ADHD and dyslexia, as reported in Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology, a peer-reviewed journal from Mary Ann Liebert, Inc., publishers. The article is available free on the Journal of Child and Adolescent Psychopharmacology website.
Nepal’s rich indigenous medical knowledge is under threat

Medicinal plant Pogosteomon benghalensis (Local name: Rudhilo) to treat fever and chronic typhoid.
Nepal is a diverse demography with over 125 ethnic communities. It is equally rich in biodiversity. The diverse ethnic communities have a rich repertoire of knowledge related to the use of the herbs and animals for medicinal purposes. A recent research article published in Journal of Institute of Science and Technology explores indigenous knowledge systems in the Darai community living in the Chitwan Valley in Nepal, some 200 kilometres southwest of capital Kathmandu. The article, available online on the NepJOL platform supported by INASP, describes this community’s usage of animal and plant products to treat various diseases and ailments as a result of rich indigenous knowledge.
Mario Riccio rilancia la “Carta dei Medici per il testamento biologico”

Fotografia di Mario Riccio che invita a firmare la carta dei medici
Dopo tre rinvii, le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia hanno espresso il parere favorevole al testo base sul Testamento Biologico, redatto e approvato dalla Commissione Affari Sociali. Il commento di Mario Riccio, Anestesista Rianimatore (Ospedale di Cremona) e componente del consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica e medico di Piergiorgio Welby. Un segnale positivo arriva soprattutto dalla II° Commissione, che chiede la soppressione del comma 7 dell’articolo 1, nella parte del testo in cui si consente al medico di disattendere le disposizioni anticipate di trattamento ove siano in contrasto con i codici deontologici o con le buone pratiche assistenziali. Se questa indicazione non venisse presa in considerazione, la volontà del paziente di richiedere determinati trattamenti sanitari sarebbe soggetta a riserva di regole professionali estremamente mutevoli, correndo il rischio di equiparare la deontologia professionale medica alla legge e, di conseguenza, lasciare l’autodeterminazione in ostaggio di consuetudini sanitarie.
Il culto abruzzese delle Acque Sacre come risorsa per una valorizzazione territoriale

L’acqua, origine della vita, elemento sacro agli antichi, sostanza taumaturgica, fattore attrattivo nel processo di popolamento è da sempre stata al centro di riti e di festività: ad essa sono stati consacrati luoghi di culto, in suo onore sono stati compiuti riti propiziatori, essa è lo strumento per mezzo del quale avvengono le guarigioni. Un elemento della natura capace di sacralizzarne il paesaggio: l’inspiegabilità della sua origine ha rivestito di magia alcuni luoghi, il cristianesimo si è sovrapposto ai culti pagani dell’acqua, l’eremitismo ha contribuito ad avvolgere con un velo mistico la montagna abruzzese, laboriosamente organizzata dai grandi monasteri.
Mars e Nestlé fanno un passo importante per proteggere i nostri oceani, cosa aspettano gli altri colossi dell’industria ittica?

Trasbordo di tonno in mare aperto, Oceano Indiano.
Grazie alle richieste dei consumatori, Mars e Nestlé – le due più grandi compagnie al mondo di cibo per animali – hanno deciso di prendere provvedimenti affinché nei loro prodotti non arrivi pesce catturato con attività che danneggiano il mare e i diritti di chi vi lavora. Proprio in questi giorni, le due compagnie si sono infatti impegnate a eliminare dalle proprie filiere di produzione una pratica controversa, quella dei trasbordi in alto mare, che permette ai pescherecci di trasferire le proprie catture ad altre navi in mare aperto – lontane da ogni tipo di controllo – e di continuare cosi a pescare per mesi senza tornare mai in porto. I trasbordi sono spesso associati a pesca illegale, traffici di pinne di squalo e, purtroppo, anche a gravi violazioni dei diritti umani dei lavoratori, letteralmente “intrappolati” a bordo dei pescherecci, come denunciato da Greenpeace Southeast Asia.
Mystery of how sperm swim revealed in mathematical formula

The whip-like tail of the sperm has a particular rhythm that pulls the head backwards and sideways to create a jerky fluid flow.
Water filter from wood offers portable, eco-friendly purification in emergencies

The purified water is compared with its original source, as well as a reference sample from the tap. Photo: KTH Royal Institute of Technology
What can the forests of Scandinavia possibly offer to migrants in faraway refugee camps? Clean water may be one thing. A bacteria-trapping material developed from wood by researchers KTH Royal Institute of Technology is now being tested for use as a water purification filter. The aim is to use it in places where there is no infrastructure or clean water supply. The material, which combines wood cellulose with a positively-charged polymer, can trap bacteria by attracting and binding the bacteria to the material surface. It shows promise for bandages, plasters and packaging that kill bacteria without releasing toxins into the environment. Led by Professor Monica Ek, the Swedish research team is investigating whether the material can enable portable on-site water treatment where no facilities or wells exist to meet demand.
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