Veneto, sparge mais avvelenato, strage di animali

Necessario investire nella informazione e prevenzione per evitare i conflitti
In un’area agricola tra le località di Coazze e Ronchetrin a Gazzo Veronese, in provincia di Verona, un agricoltore ha sparso una enorme quantità di mais avvelenato, probabilmente con l’obiettivo di uccidere le nutrie.
La presenza di una tale disponibilità di cibo, in un periodo difficile come quello invernale, ha però attratto numerose specie animali che, dopo averlo ingerito, hanno inesorabilmente perso la vita.
Il personale intervenuto sul posto ha rinvenuto decine di carcasse tra cui lepri, volpi, fagiani, anatre, oche, aironi, pesci e ha rilevato come il mais avvelenato sia presente in un’area molto estesa (circa due ettari) rendendo difficile la completa bonifica.
Il luogo si trova poco distante dall’area protetta Palude del Busatello (una ZPS, Zona di Protezione Speciale) e vi è un concreto rischio che il veleno, ingerito da diversi animali, possa entrare nella catena alimentare avvelenando i predatori e gli animali che si nutrono di carcasse, come rapaci e corvi.
L’agricoltore è stato denunciato per avvelenamento e disastro ambientale.
Dramatic increase in microplastics in seagrass soil since the 1970s

Photo: Miguel Ángel Mateo, Diego Moreno
Large-scale production of vegetables and fruit in Spain with intensive plastic consumption in its greenhouse industry is believed to have leaked microplastic contaminants since the 1970s into the surrounding Mediterranean seagrass beds. This is shown in a new study where researchers have succeeded in tracing plastic pollution since the 1930s and 1940s by analyzing seagrass sediments.
About half of Sweden’s cucumbers and a fifth of the tomatoes in Sweden are currently imported from Spain according to the Swedish Board of Agriculture. A special area in Spain where large-scale vegetable cultivation takes place is Almería on the Mediterranean coast in southeastern Spain. A new study from the area of Almería, also known as “the sea of plastic”, shows that the intensive use of plastics in the greenhouse industry seems to have led to ever-increasing emissions of microplastics since the development of intensive greenhouse farming in the 1970s.
“Almería is unique in Europe because it is one of the few human structures that can be seen from space because it is so large. The area accounts for about a quarter, or three million tonnes, of the total Spanish exports of vegetables and fruit”, says Martin Dahl, researcher in marine ecology at the Department of Ecology, Environment and Plant Sciences, Stockholm University, who is the first author of the study in the scientific journal Environmental Pollution.
Horizontal gene transfer and recombination analysis of SARS-CoV-2 genes helps discover its close relatives and shed light on its origin
Abstract
The SARS-CoV-2 pandemic is one of the greatest global medical and social challenges that have emerged in recent history. Human coronavirus strains discovered during previous SARS outbreaks have been hypothesized to pass from bats to humans using intermediate hosts, e.g. civets for SARS-CoV and camels for MERS-CoV. The discovery of an intermediate host of SARS-CoV-2 and the identification of specific mechanism of its emergence in humans are topics of primary evolutionary importance. In this study we investigate the evolutionary patterns of 11 main genes of SARS-CoV-2. Previous studies suggested that the genome of SARS-CoV-2 is highly similar to the horseshoe bat coronavirus RaTG13 for most of the genes and to some Malayan pangolin coronavirus (CoV) strains for the receptor binding (RB) domain of the spike protein.
NUCLEARE, PUBBLICATA LA CARTA NAZIONALE AREE POTENZIALMENTE IDONEE AL DEPOSITO

Conterrà i rifiuti radioattivi, per la maggior parte provenienti da usi civili e sanitari
La Sogin, con il nulla osta del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha pubblicato sul sito www.depositonazionale.it la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI), il progetto preliminare e tutti i documenti correlati alla realizzazione del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico, che permetterà di sistemare in via definitiva i rifiuti radioattivi italiani di bassa e media attività.
Un lavoro coordinato congiuntamente dai due ministeri, atteso da molti anni, che testimonia la forte assunzione di responsabilità da parte del governo su un tema, quello della gestione dei rifiuti radioattivi, che comporta anche per il Paese una procedura di infrazione europea: attualmente i rifiuti radioattivi sono stoccati in una ventina di siti provvisori, che non sono idonei ai fini dello smaltimento definitivo.
La pubblicazione della Cnapi, con l’elenco dei 67 luoghi potenzialmente idonei (che non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche), di fatto dà l’avvio alla fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei 4 mesi successivi, il seminario nazionale. Sarà questo l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere.
Prende il via STRIMS (Sistema Tracciabilità Rifiuti Materiali e Sorgenti), il sito istituzionale dell'ISIN.

Previsto dal D.Lgs. 101/2020, risponde all'obbligo di registrazione di coloro che importano, producono, detengono e commerciano materie e rifiuti radioattivi.
L'avvio del sito STRIMS è la risposta ad un'importante novità prevista dal D.Lgs. 101/2020, ovvero l'obbligo di registrazione al sito istituzionale dell'ISIN di tutti gli operatori del settore, in particolare di chiunque importa o produce a fini commerciali o, comunque, esercita commercio di materiali o sorgenti di radiazioni ionizzanti, di chi effettua attività di intermediazione degli stessi, attività di detenzione di sorgenti di radiazioni ionizzanti, di trasporto di materiali radioattivi e di tutti i soggetti che si occupano di gestione di rifiuti radioattivi. Questi soggetti, dopo essersi registrati al sito, dovranno trasmettere le informazioni relative a ciascuna operazione effettuata, alla tipologia e alla quantità delle sorgenti oggetto dell'operazione.
Gli utenti possono consultare i contenuti pubblici del sito come, ad esempio, le FAQ, disponibili alla sezione Informazioni Utili nella home di STRIMS. Da febbraio, sarà possibile registrarsi a STRIMS, accedere ai video tutorial o effettuare richieste di assistenza.
Stress e sclerosi multipla, un binomio da evitare

I ricercatori dell’Università Statale di Milano hanno osservato in un modello sperimentale l’impatto critico dello stress durante il periodo prenatale: nei piccoli nati da mamme sottoposte a stress, la malattia della sclerosi multipla si manifesta in età adulta con sintomi neurologici più gravi. Una speranza dai farmaci antidepressivi.
Vivere esperienze di stress fisico e psichico può rappresentare un importante fattore di rischio per lo sviluppo o l’esacerbazione di malattie di diversa natura, alcune delle quali prive di una terapia farmacologica davvero efficace. In questo contesto un gruppo di ricercatori dell’Università Statale di Milano, guidato da Raffaella Molteni, si è chiesto se e come un’esperienza stressante potesse influenzare lo sviluppo di sclerosi multipla, una delle più note malattie neurodegenerative di natura infiammatoria associate a demielinizzazione. Poiché le conoscenze attuali su stress e sclerosi multipla sono limitate a studi che hanno esaminato eventi avversi avvenuti in età adulta, i ricercatori hanno ipotizzato che - come avviene in molte altre malattie a carico del sistema nervoso centrale - lo stress possa avere un impatto altrettanto critico durante il periodo prenatale, quando eventi stressanti subiti dalla mamma durante la gestazione possono influenzare lo sviluppo del sistema nervoso centrale del nascituro. Infatti, in questa fase del neurosviluppo, il sistema nervoso è particolarmente vulnerabile a danni potenziali che, pur senza indurre segni apparenti a tempi precoci, lasciano una “traccia di vulnerabilità” che si può manifestare in età adulta a seguito di ulteriori sollecitazioni.
Cani e gatti domestici non trasmettono il SARS-CoV-2 ma possono essere contagiati dai padroni

Pubblicato su Nature communications dai ricercatori dell’Università Statale di Milano e dell’Università di Bari il primo studio del progetto COVIDinPET: dai tamponi e test sierologici effettuati sugli animali domestici risulta che alcuni sono entrati in contatto con il virus SARSCoV-2 ma non sviluppano la malattia COVID-19.
Pubblicato su Nature communications il primo studio del progetto COVIDinPET (Genetic characterization of SARS-CoV2 and serological investigation in humans and pets to define cats and dogs role in the COVID-19 pandemic) che ha coinvolto, tra i partner del progetto, i ricercatori del dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano e quelli dell’Università di Bari, nonché il dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria dell’Istituto Superiore di Sanità, una rete di collaboratori internazionali guidata dall’Università di Liverpool e alcuni laboratori veterinari italiani. Nello studio sono stati arruolati 919 cani e gatti provenienti da aree del territorio nazionale (in particolare dalla Lombardia) in cui nella prima ondata della pandemia la prevalenza della malattia nell’uomo è risultata particolarmente elevata.
Nell’ambito dello studio sono stati eseguiti tamponi molecolari orofaringei, nasali o rettali per la ricerca di SARS-CoV2, e/o esami sierologici per la ricerca di anticorpi anti-SARS-CoV-2. In 528 casi erano noti i risultati di test molecolari condotti sui proprietari degli animali. Tutti i 494 tamponi processati sono risultati negativi, inclusi quelli prelevati da cani o gatti con sintomi respiratori o conviventi con proprietari che sono stati COVID-19 positivi.
Individuate numerose varianti di SARS-coV-2 in circolazione in Lombardia nella prima fase dell’epidemia

Pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communications uno studio condotto da ricercatori di Università Statale di Milano, Ospedale Niguarda e Policlinico San Matteo e sostenuto da Fondazione Cariplo che fa chiarezza sulle varianti di SARS-CoV-2 presenti nel territorio lombardo sin dal primo periodo dell’epidemia. Dal sequenziamento di 346 genomi collezionati in tutto il territorio lombardo tra febbraio e aprile 2020 si è evidenziata la presenza di 7 varianti virali, alcune di queste selezionatesi all’interno della regione e causa di almeno due sub epidemie, una preponderante nel sud e l’altra nel nord della regione Lombardia
I ricercatori dell’Università Statale di Milano, insieme con i colleghi del Policlinico San Matteo di Pavia e dell’Ospedale Niguarda di Milano, hanno indagato la variabilità di SARS-CoV-2 attraverso una mappatura del virus circolante in Lombardia già dai primi mesi dell’epidemia.
La ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo e appena pubblicata su Nature Communications, ha permesso il sequenziamento completo di 346 genomi collezionati in tutto il territorio lombardo tra febbraio e aprile 2020. I ricercatori hanno evidenziato la presenza massiccia di ben 7 varianti virali, alcune di queste selezionatesi probabilmente all’interno della stessa regione ed altre introdotte da territori dislocati geograficamente in un intervallo temporale ridotto.
Scientists shine new light on heat-damaged hair

Researchers have observed in greater detail how heat changes keratin proteins that result in hair damage. Curling wands and flat irons could fry the keratin proteins that make up about 85% of our hair, turning it dry and brittle over time.
When heated, keratin proteins aggregate and suspend in a solution, much like the hardening of raw eggs when boiled. Circular dichroism spectroscopy used in experiments to observe keratin structure allows light to pass through the solution for measurement. But it can only work when keratin is solubilized and transparent. Getting an up-close look at the gradual structural changes that heated keratin proteins undergo is a challenge to detect once the proteins are thermally aggregated and suspended in the solution.
But researchers at Milbon Co., Ltd. and Hiroshima University’s Hiroshima Synchrotron Radiation Center (HiSOR) developed an experimental technique sensitive enough to allow direct observation of the protein’s aggregation process. They used vacuum-ultraviolet synchrotron-radiation — which provided enough illumination to analyze the structure of aggregated keratin proteins — and optimized the positioning of optical elements to prevent the light from scattering.
Al via la campagna nazionale di Europa donna Italia "Chemio: se posso la evito"- ‘Test genomici per il tumore al seno subito disponibili in tutto il paese '

L’obiettivo è sensibilizzare le istituzioni locali e nazionali attraverso l’adesione a una petizione on line e una nuova social challenge. La Presidente Rosanna D’Antona: “È urgente che venga completato l’iter normativo per rendere i test accessibili alle pazienti di tutte le Regioni”
I test genomici per definire le terapie più appropriate contro il tumore al seno devono essere resi disponibili quanto prima su tutto il territorio nazionale. La richiesta alle istituzioni nazionali e locali arriva da Europa Donna Italia, il movimento per la prevenzione e la cura del tumore al seno, che oggi lancia la nuova campagna nazionale “Chemio: Se Posso la Evito”. È stata aperta una raccolta di firme on line (europadonna.it/testgenomiciora) e oggi parte una nuova social challenge. Ogni martedì e venerdì saranno pubblicati sui profili Facebook e Instagram di Europa Donna i video virali realizzati dai sostenitori della campagna (l’hashtag è #testgenomiciora).
Medicina
L’esposizione ambientale e l’incidenza del carcinoma pancreatico: l’ombra della chimica agricola
Questa è la storia di un nemico che cresce nell’ombra...
Paleontologia
I denti come specchio dell'antica Sumer: dieta, infanzia e società ad Abu Tbeirah
Un'indagine internazionale coordinata dall'Università La Sapienza di Roma, pubblicata sulla rivista PNAS, ha gettato...
Geografia e Storia
Dagli Ipogei del Tepui venezuelano ai terreni marziani: un protocollo innovativo per l'indagine di siti estremi
Un team internazionale ha applicato metodologie analitiche portatili avanzate per esaminare in situ le...
Astronomia e Spazio
Destinazione Giove: a Roma nasce lo SWIM Lab per scovare oceani extraterrestri
Inaugurato presso l'Università Roma Tre un centro di eccellenza mondiale: studierà...
Scienze Naturali e Ambiente
Foreste europee a rischio: entro il 2100 i danni da eventi estremi potrebbero raddoppiare
Un nuovo sguardo sul futuro degli ecosistemi boschiviUn'importante ricerca internazionale pubblicata...







