Do robots have to be human-like for us to trust them?

Recently published research assessed human trust when collaborating with eyed and non-eyed robots of the same type. The data suggest that humans might not need human-like machines to trust and work with them. Instead, they even seem to collaborate better with machine-like, eyeless machines.
Since human beings are a collaborative species, the eyes are a critical element for human social life, as they communicate intentions, allowing the interaction partner to read and adapt to those intentions. It can then be said that eye gaze predictively guides human actions, but to what extent may the eyes have the same importance when it comes to collaboration between humans and machines?
Nuovo successo all’ospedale universitario Sant’Andrea: primo intervento al mondo di ricostruzione di trachea e arteria anonima

Dopo il pionieristico intervento di ricostruzione dell’aorta nel marzo scorso, un'altra operazione di eccellenza effettuata al Sant’Andrea-Sapienza di Roma. Il Presidente della Regione Rocca: Sapienza e Sant’Andrea ci rendono orgogliosi dell’eccellenza della sanità del Lazio.
Un ragazzo di 23 anni, trattato in emergenza per emorragia fulminante a Macerata da Alborino e poi ad Ancona da Candelari e Donati, è stato stabilizzato e quindi trasferito d'urgenza presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. Qui è stato immediatamente operato dall'équipe di Chirurgia Toracica diretta da Erino Angelo Rendina, con la collaborazione di anestesisti, cardiochirurghi, cardiologi e chirurghi generali. All'intervento di ricostruzione della Trachea e dell'Arteria Anonima (il maggior ramo arterioso che origina dall'Aorta), primo al mondo, durato 5.30 ore, hanno partecipato 25 operatori. Il paziente è stato trasferito in Terapia Intensiva in condizioni stabili e dopo due giorni nel Reparto di Chirurgia Toracica. Qui, grazie all'impegno di infermieri e fisioterapisti, il ragazzo si è rapidamente e completamente ristabilito ed è stato dimesso dopo 13 giorni.
Punture di insetti: come prevenire lo shock anafilattico nei soggetti allergici

L’immunoterapia desensibilizzante per i pazienti ad alto rischio. Ogni anno in Italia fino a 20 decessi tra adulti e bambini. Più di 600 accessi al pronto soccorso del Bambino Gesù nell’ultimo anno e mezzo per punture di insetti con pungiglione.
I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: vespe (compresa quella orientale, sempre più diffusa in Italia), calabroni, bombi e api. Le loro punture possono portare anche allo shock anafilattico e al decesso nei soggetti allergici, come testimoniano purtroppo i più recenti fatti di cronaca. «Grazie all’immunoterapia desensibilizzante è possibile prevenire lo shock anafilattico e quindi anche i decessi legati alle punture di insetti» spiega il professor Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù. Presso l’Ospedale della Santa Sede è possibile sottoporsi alla procedura desensibilizzante dedicata ai bambini e ai ragazzi con diagnosi di allergia grave al veleno di questi insetti. Nell’ultimo anno e mezzo gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale per puntura di imenotteri sono stati 625.
Marmolada: un ghiacciaio dimezzato negli ultimi 25 anni

Confermata la situazione drammatica rilevata dall’ultima campagna glaciologica partecipata organizzata dal Museo di Geografia dell’Università di Padova in collaborazione con il comitato glaciologico italiano e ARPAV.
La superficie e il volume del Ghiacciaio della Marmolada continuano a ridursi a ritmo accelerato. Lo confermano le misurazioni annuali condotte da geografi e glaciologi dell’Università di Padova, che tratteggiano di anno in anno un quadro sempre più fosco sullo stato di salute del più importante ghiacciaio delle Dolomiti.
Grazie alla Campagna glaciologica partecipata organizzata dal Museo di Geografia dell’Università di Padova in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano e ARPAV anche quest’anno una ventina di escursionisti esperti provenienti dal Veneto, l’Emilia-Romagna e la Lombardia hanno potuto seguire da vicino le misurazioni.
Alle origini dell’antenato da cui si è evoluta la nostra specie

Un nuovo studio internazionale, che ha visto per l’Italia la partecipazione della Sapienza e dell’Università di Firenze, ha identificato una drammatica crisi demografica delle popolazioni umane avvenuta meno di un milione di anni fa, cioè alla fine del Pleistocene Inferiore, che è stata messa in relazione ai drastici cambiamenti climatici di quel periodo. L’evento avrebbe ridotto la popolazione dei nostri antenati a un numero paragonabile a quelli di specie a rischio di estinzione, ma sarebbe tuttavia stato fondamentale per far emergere Homo heidelbergensis: la specie ancestrale alle origini di Homo sapiens. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista Science.
Un importante passo in avanti nella comprensione dell’evoluzione umana arriva da uno studio genetico e antropologico, pubblicato sulla rivista internazionale Science, alla quale hanno partecipato un gruppo di ricercatori cinesi e italiani, tra cui esperti dell'Accademia Cinese delle Scienze, dell'Università Normale Orientale di Shanghai, dell'Università del Texas, della Sapienza Università di Roma e dell'Università di Firenze.
Identificata una “firma molecolare” per la diagnosi della SLA

Un team di ricerca dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche di Messina ha identificato una tecnica per diagnosticare la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di tipo sporadico. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Cells
Una nuova tecnica per la diagnosi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) di tipo sporadico è stata messa a punto da un’équipe di ricercatori dell’Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche di Catania (Cnr-Irib).
An Upper Palaeolithic Proto-writing System and Phenological Calendar
In at least 400 European caves such as Lascaux, Chauvet and Altamira, Upper Palaeolithic Homo sapiens groups drew, painted and engraved non-figurative signs from at least ~42,000 BP and figurative images (notably animals) from at least 37,000 BP. Since their discovery ~150 years ago, the purpose or meaning of European Upper Palaeolithic non-figurative signs has eluded researchers. Despite this, specialists assume that they were notational in some way. Using a database of images spanning the European Upper Palaeolithic, we suggest how three of the most frequently occurring signs—the line <|>, the dot <•>, and the <Y>—functioned as units of communication. We demonstrate that when found in close association with images of animals the line <|> and dot <•> constitute numbers denoting months, and form constituent parts of a local phenological/meteorological calendar beginning in spring and recording time from this point in lunar months. We also demonstrate that the <Y> sign, one of the most frequently occurring signs in Palaeolithic non-figurative art, has the meaning <To Give Birth>.
Possible land management uses of common cypress to reduce wildfire initiation risk: a laboratory study

Accurate determination of flammability is required in order to improve knowledge about vegetation fire risk. Study of the flammability of different plant species is essential for the Mediterranean area, where most ecosystems are adapted to natural fire but vulnerable to recurrent human-induced fires, which are the main cause of forest degradation. However, the methods used to evaluate vegetation flammability have not yet been standardized.
Studio sul DNA apre la via per nuovi bersagli terapeutici

Team di ricercatrici scopre la presenza di strutture i-Motifs nelle cellule umane capaci di controllare l’espressione dei geni cellulari.
L’informazione genetica di ogni cellula è contenuta nel DNA. Watson e Crick nel lontano 1953 hanno dimostrato che esso assume una struttura a doppia elica. Numerosi studi susseguitosi negli anni, hanno provato che la struttura del DNA è molto più dinamica di quanto inizialmente ritenuto. Infatti, può assumere conformazioni alternative alla doppia elica, definite come strutture “non canoniche”. Fra queste, i-Motifs (iMs) e G-quadruplexes (G4s) sono strutture a quattro filamenti che si possono formare in particolari regioni del DNA in base alla sua composizione.
Campi geotermici e terremoti: riprodotto in laboratorio il meccanismo che li genera

Studio su «Nature Communications» ha permesso di comprendere il ruolo del cambiamento di fase dell’acqua sul comportamento delle rocce in condizioni simili a quelle che caratterizzano i sistemi geotermici ad alta temperatura.
L’incremento esponenziale di concentrazione di CO2 nell’atmosfera negli ultimi due secoli, risultato della combustione di idrocarburi e carbone per la produzione di energia, ha e avrà conseguenze di straordinaria portata sull’umanità e sulle future generazioni. L’aumento della temperatura media terrestre, la maggiore frequenza di fenomeni meteo estremi, la desertificazione di ampie regioni della Terra e l’innalzamento del livello del mare sono alcuni dei tanti esempi dell’impatto dell’aumento di concentrazione di CO2 nell’atmosfera. La repentina variazione climatica alla quale stiamo assistendo comporta e comporterà, come avvenuto in tempi storici per crisi ambientali di minor portata, grandi fenomeni migratori e, probabilmente, scatenerà ulteriori guerre.
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