Scienzaonline - Ultimi Articoli

Tumori del sangue: arriva ProgEvo, l'algoritmo che legge il passato del tumore per prevederne il futuro

Tumori del sangue: arriva ProgEvo, l'algoritmo che legge il passato del tumore per prevederne il futuro

19 Giugno 2026

Una nuova arma tecnologica promette di rivoluzionare la lotta contro...

L'ossessione per la pelle perfetta: cos'è la cosmeticorexia e perché minaccia i giovanissimi

L'ossessione per la pelle perfetta: cos'è la cosmeticorexia e perché minaccia i giovanissimi

17 Giugno 2026

Un nuovo disturbo preoccupa dermatologi e psicologi: l'uso compulsivo di...

Clima e biodiversità nel bacino del Congo: lo studio della Sapienza che dà voce alle comunità locali

Clima e biodiversità nel bacino del Congo: lo studio della Sapienza che dà voce alle comunità locali

15 Giugno 2026

Il bacino del Congo è la seconda foresta pluviale più...

Chirurgia mininvasiva a Roma: al Policlinico Tor Vergata il primo intervento nel Lazio sull'arco aortico a cuore battente

Chirurgia mininvasiva a Roma: al Policlinico Tor Vergata il primo intervento nel Lazio sull'arco aortico a cuore battente

10 Giugno 2026

Straordinario traguardo della medicina laziale: l'Aortic Team del Policlinico Tor...

Il diabete di tipo 1 non ha età: la sfida della diagnosi negli adulti e negli anziani

Il diabete di tipo 1 non ha età: la sfida della diagnosi negli adulti e negli anziani

09 Giugno 2026

Il diabete di tipo 1 è sempre stato considerato, nell'immaginario...

Primi 1.000 giorni di vita: ecco come si modella il sistema immunitario dei bambini

Primi 1.000 giorni di vita: ecco come si modella il sistema immunitario dei bambini

08 Giugno 2026

Il sistema immunitario dei bambini nei loro primi anni di...

Dagli scarti della canapa alle proteine del futuro: la svolta "green" della ricerca italiana

Dagli scarti della canapa alle proteine del futuro: la svolta "green" della ricerca italiana

08 Giugno 2026

Le infiorescenze della canapa industriale, storicamente considerate un sottoprodotto difficile...

Cellule staminali: un'entropia invisibile ne decide il destino

Cellule staminali: un'entropia invisibile ne decide il destino

05 Giugno 2026

Le forti variazioni nel comportamento delle cellule staminali scheletriche non...

Giovedì, 03 Febbraio 2022

 

Un importante studio internazionale del Centro di Ricerca Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università Statale di Milano e dell’Ospedale Sacco di Milano in collaborazione con la Harvard Medical School identifica un meccanismo determinante nella perdita di beta cellule in corso di diabete.

La scoperta apre la via ad una opzione terapeutica di grande rilevanza clinica. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

Una ricerca sviluppata dai ricercatori del Centro di Ricerca Clinica Pediatrica Romeo ed Enrica Invernizzi dell'Università Statale di Milano in collaborazione con altri centri tra cui l’Università di Pisa e la Harvard Medical School di Boston, con la Prof.ssa Francesca D'Addio come primo autore, ha identificato un meccanismo determinante nella perdita di beta cellule in corso di diabete, scoprendo come disattivarlo farmacologicamente. I risultati del lavoro sono stati appena pubblicati sulla rivista internazionale Nature Communications, una delle più prestigiose in ambito di medicina sperimentale con applicazione clinica. Gli scienziati hanno individuato quale fattore determinante per la morte delle cellule pancreatiche il malfunzionamento della interazione tra due recettori - asse IGFBP3 e TMEM219 - scoprendo che il blocco farmacologico dell’asse è in grado di proteggere le beta cellule pancreatiche dalla morte cellulare e di prevenire l’insorgenza di diabete in modelli murini. Questo risultato è stato confermato dall’inibizione genetica selettiva di TMEM219 sulle beta cellule pancreatiche in vivo, che consente di preservare e proteggere la massa beta cellulare in corso di diabete.

Pubblicato in Medicina
Giovedì, 03 Febbraio 2022 10:57

Microorganismi fecali nella laguna di Venezia


Uno studio coordinato dal Cnr-Irbim di Ancona in collaborazione con il Cnr-Igg di Padova ha evidenziato la presenza di diversi tipi di contaminanti, principalmente di origine fecale, nelle acque della laguna di Venezia. Il lavoro è stato pubblicato su Science of the Total Environment
Un mosaico di contaminanti di natura microbica è presente nel la laguna di Venezia. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Science of the Total Environment dall’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine di Ancona (Irbim) in collaborazione con l’ Istituto di geoscienze e georisorse di Padova (Igg) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e la Michigan mTechnology University (USA) , ha rilevato nella laguna di Venezia la presenza di diversi tipi di microorganismi, soprattutt o di natura fecale, potenzialmente pericolosi per l’uomo.

Pubblicato in Ambiente

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery