Ricercatori di UniTo scoprono un nuovo meccanismo di controllo della fioritura

Un lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences USA, condotta da un gruppo di ricercatori e ricercatrici coordinati da Francesca Cardinale, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha indagato sull’effetto che l’ultima classe di ormoni vegetali in ordine di scoperta, gli strigolattoni, ha sulla fioritura. Il lavoro è stato condotto su una specie di grande interesse alimentare, il pomodoro, che è anche una pianta modello per studi molecolari.
La fioritura è una tappa fondamentale nello sviluppo della pianta, ed è un fattore cruciale sia negli ambienti naturali che nell’agricoltura. Per questi motivi è da sempre oggetto di studio, e c’è moltissimo interesse sui fattori interni alla pianta che le permettono di passare dallo stadio giovanile a quello adulto (una sorta di “pubertà”) aprendo la strada alla formazione dei fiori veri. Molti di tali fattori sono ormoni, piccole molecole mobili che influenzano l’attività di cellule e tessuti anche a distanza dal punto di produzione.
Disturbi della memoria: identificato il processo con cui il cervello distingue e conserva eventi simili

Formare ricordi di eventi simili costituisce una vera e propria sfida per il nostro cervello. È essenziale che ogni evento venga memorizzato in maniera separata per preservarne la specificità. Tuttavia, è altrettanto importante riconoscere e ricordare gli aspetti comuni tra gli eventi. Se questo delicato processo viene compromesso, le persone rischiano di confondere un evento con un altro, perdendo così la chiarezza e la specificità dei propri ricordi.
Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Cell Reports ha identificato un intricato processo cerebrale che consente di distinguere e memorizzare eventi simili in maniera separata, mantenendo al contempo le somiglianze tra di essi. La ricerca è stata condotta principalmente dalle ricercatrici Giulia Concina, Luisella Milano e Annamaria Renna coordinate dal Prof. Benedetto Sacchetti del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Torino.
Il "disancoraggio" dell'attenzione nei bambini di 8 mesi predice le loro future abilità sociali

Distogliere lentamente l’attenzione da un evento può essere alla base di una minore interazione e comunicazione futura.
Pubblicato sul numero speciale di «Cerebral Cortex», dedicato alle basi biologiche dell’autismo, lo studio del team di ricercatori delle università di Padova, Milano, Lecco, Bergamo e Trento.
La ricerca scientifica da tempo mira a comprendere i circuiti neurali alla base delle nostre capacità sociali, il cosiddetto “cervello sociale”, la cui alterazione potrebbe essere alla base dell’autismo, un disturbo dello sviluppo, caratterizzato da comportamenti ristretti e stereotipati e da difficoltà sociocomunicative. Una precoce alterazione dell’attenzione
potrebbe essere una delle principali cause di una disfunzione della comunicazione e delle capacità sociali.
M-Wall”: un’attrazione da Luna Park per mantenere in forma gli astronauti sulla Luna

Un team di scienziati dell’Università Statale di Milano ha ideato come tenere in allenamento, all’interno dei moduli abitativi spaziali e attraverso una corsa che sembrerebbe impossibile, i futuri astronauti che stazioneranno a lungo sulla Luna, aiutandoli a mantenere le funzioni corporee a livello terrestre. La pubblicazione su Royal Society Open Science.
L’uomo sta per tornare sulla Luna. E questa volta per restarci a lungo, come prevede il programma Artemis della Nasa. Ma vivere in condizioni di micro gravità come quelle presenti sul nostro satellite ha effetti negativi sul corpo umano: indebolimento muscolare, perdita di densità ossea, problemi di circolazione.
Ora però i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano hanno individuato un sistema che potrà permettere agli astronauti di allenarsi anche sulla Luna e prevenire così l’insorgenza di questi disturbi fisici.
Un nuovo target terapeutico per il glioblastoma

Uno studio internazionale, che ha visto la partecipazione di ricercatori della Sapienza Università di Roma, ha descritto un nuovo meccanismo molecolare che contribuisce all’inibizione della risposta immunitaria nel glioblastoma da parte di una specifica popolazione cellulare immunitaria, esasperando così l’aggressività di questo tumore. I risultati di questo studio, pubblicato sulla rivista Immunity, propongono nuovi bersagli cellulari e molecolari per il disegno di approcci terapeutici innovativi per il glioblastoma.
Il glioblastoma è la forma più aggressiva di tumore cerebrale nell’adulto e le opzioni terapeutiche oggi disponibili sono molto limitate. La marcata ipossia (mancanza di ossigeno) e l’immunosoppressione che caratterizzano il microambiente di questo tumore rendono inefficaci anche le più recenti strategie di immunoterapia.
Suolo inquinato? Te lo dice il porcellino di terra

Valutare l'inquinamento del suolo con un metodo del tutto naturale, osservando cioè il comportamento di alcuni organismi che lo popolano ovvero i porcellini di terra: è questo l’obiettivo dei ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca che hanno lanciato la campagna di crowdfunding “Tanti Piccoli Porcellin!” per sviluppare un prototipo strumentale per riconoscere un suolo sano da uno contaminato, coniugando le risposte comportamentali dei porcellini e i più sofisticati strumenti dell’intelligenza artificiale.
I porcellini di terra sono gli unici crostacei ad avere colonizzato la terraferma a partire dal Carbonifero Inferiore, fra i 359,2 e i 318,1 milioni di anni fa: questi antichissimi animali dovettero adattarsi in un ambiente nuovo compensando, prima fra tutte, la disidratazione. Come? Attraverso un particolare comportamento gregario: i porcellini di terra tendono a stare aggregati, perché questo riduce la superficie di contatto dei singoli animali con l’aria. In condizioni di stress indotto da un suolo contaminato, il gruppo invece si frammenta.
Microalghe come biosensori per il rilevamento di metalli pesanti nell’acqua

Un team di ricerca dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti “E. Caianiello” del Cnr, con il contributo della Stazione zoologica Anton Dohrn, ha realizzato un test ottico per quantificare la presenza di rame nelle acque del fiume Sarno, valutandone gli effetti sulle microalghe. Lo studio è pubblicato sulla rivista Scientific Reports.
Ricercatori dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti “Eduardo Caianiello” del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isasi), in collaborazione con la Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli (Szn), hanno messo a punto un test ottico per il rilevamento della dose di rame dispersa in campioni d’acqua isolati dal fiume Sarno in Campania, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.
Green intelligent fertilizers promote green and sustainable development of fertilizer industry and agriculture

Fertilizers are an important strategic material for ensuring food security at the national and personal levels. China has emerged as a pivotal contributor to this development, now being the largest producer and consumer of synthetic fertilizers. However, long-term extensive and unevenness fertilizer use has resulted in macronutrient surpluses and micronutrient lacks in many regions. For a long time, the development of China’s fertilizer industry is dominated by industrial production, and whether fertilizer products match agricultural demands has been overlooked. Fertilizer production has always pursued high concentration, purity, and solubility, which not only fails to improve nutrient utilization but also easily leads to plant nutritional imbalance.
The existing fertilizer products are increasingly disconnected from agricultural demands. In addition, the fertilizer industry has high resource consumption, energy consumption, and industrial waste discharge, making it a key guiding industry for the country to implement dual carbon emission reduction. To align with the principles of green and sustainability, it is imperative to bridge the gap between fertilizer industry and agriculture, promote ecofriendly green chemical technology practices throughout the fertilizer industry chain and foster innovation in the development of novel fertilizers.
Arrivano i Film Cosmetici Sostenibili: naturali, senza conservanti, amici dell’ambiente

L’innovazione, brevettata dall’Università di Bologna, consiste in film a base di polimeri naturali contenenti diverse tipologie di estratti naturali incapsulati, che vengono idratati e si trasformano in gel al momento dell’applicazione.
Una nuova tipologia di prodotti cosmetici, ottenuti da ingredienti di origine naturale, senza sostanze conservanti e antiossidanti, con pochi imballaggi da smaltire. Si chiamano Film Cosmetici Sostenibili e nascono al Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, dal lavoro della professoressa Teresa Cerchiara e della dottoressa Valentina Sallustio.
L’innovazione – brevettata dall’Alma Mater – consiste in film a base di polimeri naturali contenenti diverse tipologie di estratti naturali incapsulati. Al momento dell’applicazione, i film vengono idratati e si trasformano in gel. Gli utilizzi possibili sono molteplici, ad esempio per prodotti antinvecchiamento, antiacne, con azione idratante o funzione protettiva.
“Le sostanze bioattive naturali degli estratti sono ben note, ma sono spesso facilmente ossidabili e quindi instabili: per questo motivo, nelle formulazioni cosmetiche è richiesta l’aggiunta di sostanze antiossidanti”, spiegano le inventrici. “Lo sviluppo dei Film Cosmetici Sostenibili permette di superare questi limiti degli estratti naturali”.
L'uso regolare dell'acido acetilsalicilico a basse dosi può contrastare il cancro del colon retto

Un gruppo di ricercatori coordinato dall’Università di Padova ha scoperto un meccanismo d’azione con cui l’acido acetilsalicilico sembra attivare una risposta immunitaria contro il cancro del colon-retto.
È da parecchio tempo noto che l’uso quotidiano a lungo termine dell'acido acetilsalicilico a basse dosi, la cosiddetta “aspirinetta” assunta per limitare i rischi di malattie cardiovascolari, sembra anche ridurre l’incidenza e la mortalità dovuta al cancro del colon-retto. Non erano però conosciuti tutti i possibili meccanismi d’azione dell’effetto anti-tumorale.
Lo studio multicentrico “Immunoreact 7” coinvolge 14 gruppi di ricerca italiani, coordinati dal dottor Marco Scarpa del Dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche gastroenterologiche dell’Azienda ospedale Università di Padova. Sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, lo studio ha l’obiettivo di valutare l’effetto dell’acido acetilsalicilico sul microambiente tumorale, sull’immunità sistemica e sulla mucosa sana che circonda il cancro del colon-retto. Il farmaco è comunemente assunto a basse dosi per ridurre la probabilità di alcune patologie cardiovascolari.
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