A Guam, nel 1980, Stefano Gargiullo fotografò una femmina di Monetaria moneta seduta sulle sue uova, a mezzo metro di fondo. È una scena che quasi nessuno ha visto in natura. Una tesi del 1971 dice quante sono quelle uova, quanto dura la cova e perché in vasca le larve non arrivano mai al fondo. Secondo della serie sulle cowrie.

 

La stessa scena da un’altra angolatura, con la cowrie verso il bordo del frammento. La massa di capsule bianche si vede quasi per intero. Guam, Micronesia, 1980, mezzo metro di profondità. Foto Stefano Gargiullo, pubblicata con il suo permesso.


Davanti alla Gold Coast australiana una megattera è rimasta per due ore vicino al piccolo nato morto, posato sul fondale. Il comunicato parla di ore e forse di giorni, e il titolo di ScienceDaily di lutto. Il paper documenta due ore e chiede cautela.
La mattina del 17 luglio 2025 una barca di cinque metri è ferma con i motori spenti davanti a Palm Beach, sulla Gold Coast australiana. È a circa un chilometro dalla riva. Il vento è debole e l’acqua è a 20,5 gradi. Vicino alla barca girano due megattere adulte, lunghe 12 o 13 metri. Verso le 8.30 una membrana amniotica affiora e galleggia in superficie. Alle 8.45 una telecamera GoPro inquadra un piccolo fermo sul fondale.



Nove tartarughe verdi, Chelonia mydas, della forma chiara detta morfotipo giallo, seguite via satellite fino a 418 giorni, sono rimaste tutte dentro la Riserva marina delle Galápagos. Lo studio è uscito a fine agosto. Nel calcolo dell’area media c’è un errore di calcolo che il comunicato ha ripreso.

 

Area frequentata (95 per cento delle localizzazioni) da ciascuna delle nove tartarughe verdi del morfotipo giallo seguite via satellite alle Galápagos fra il 2015 e il 2018, con i giorni di tracciamento. In grigio Ainoa, seguita per soli 45 giorni. La linea tratteggiata arancione è la mediana, 1.497,9 chilometri quadrati, che il paper presenta come media. La linea punteggiata è la media vera, 4.272,9. Scala logaritmica.
Elaborazione di Scienzaonline su dati di Muñoz-Pérez J. P. et al., Frontiers in Amphibian and Reptile Science 2026, doi 10.3389/famrs.2026.1837921.

Nel Comprensorio Salto-Cicolano i vecchi raccoglitori affermano categoricamente che le lumache sono sparite. Uno studio pubblicato sui Rendiconti Lincei ne ha contate trentaquattro specie in tredici ettari di forra. In Europa un modello costruito su ventimila siti prevede il calo degli uccelli e delle farfalle comuni anche con le politiche migliori. Il cinghiale entra in tutte e tre le storie, ma non entra da solo.

 

Specie di Molluschi gasteropodi censite in sei aree del Lazio, con la superficie studiata. Fonte delle Vene (Petrella Salto) ne conta 34 in circa tredici ha; il Parco Regionale dei Monti Simbruini, 68 su circa 30.000 ha. Le ricerche differiscono per durata e metodo, e il confronto è quello proposto dagli autori dello studio. Elaborazione di Scienzaonline su dati di Crucitti et al. (2025), tabella 3.


Nei fiordi del Nordland, in Norvegia, a trecento metri di profondità, cresce il corallo d’acqua fredda che forma la scogliera più lunga conosciuta. L’Università Nord e l’Istituto di ricerca marina norvegese lo hanno esposto ai farmaci contro i pidocchi di mare e all’antivegetativo steso sulle reti delle gabbie.

 

 

Una colonia di Desmophyllum pertusum sul fondo marino norvegese: le scogliere di questo corallo danno riparo e cibo a pesci e invertebrati. (Foto: Mareano / Istituto di ricerca marina norvegese)
File: foto «Desmophyllum pertusum corals are important habitats…», allegata al comunicato di Nord University su AlphaGalileo, 24 settembre 2026. Da scaricare a mano.

Fra il 1932 e il 1935 Josias Braun-Blanquet ed Eduard Rübel pubblicarono la prima flora completa del Canton Grigioni. Il progetto Flora Raetica, guidato dall’istituto svizzero SLF di Davos e dal WSL con l’aiuto di volontari, rifà quel censimento pianta per pianta. Le piante salgono di quota con il caldo.

 

Christian Rixen (a destra), co-direttore di Flora Raetica, e Ingrid Jansen (a sinistra), coordinatrice del progetto, identificano le specie vegetali su un pendio ai piedi dello Jatzhorn, vicino a Davos. Fotografia dal comunicato dello SLF del 24 settembre 2026, messa a disposizione gratuitamente per l’uso in relazione al comunicato. (Foto: Jochen Bettzieche / SLF)
File: IMG_3374 — https://www.slf.ch/fileadmin/user_upload/News/2026/09_FloraRaetica/IMG_3374.JPG



Tutti conoscono la conchiglia. Quasi nessuno ha visto l’animale che la fabbrica: un gasteropode di due centimetri che vive a coppie sul bordo della barriera, cambia forma secondo la marea, segue le scie degli altri e cova le uova col piede. Primo di una serie sulle cowrie.

 

 

Monetaria moneta viva con il mantello esteso sopra la conchiglia, che resta nascosta; a sinistra un tentacolo. Fotografata a Guam, Micronesia, nel 1980, a mezzo metro di profondità, sotto una pioggia torrenziale. Foto Stefano Gargiullo, pubblicata con il suo permesso.


Nelle campagne di Romagna e di Lunigiana si ingoiava una lumaca cruda, tolta dal guscio, per curare l'ulcera. Il rimedio sopravvive. Della bava sullo stomaco non esiste una prova; del parassita che la lumaca può portare ne esistono molte.

 

 



Ciclo vitale di Angiostrongylus cantonensis: dal ratto, ospite definitivo, alle lumache, con guscio o senza (limacce), ospiti intermedi, all'uomo, ospite accidentale in cui la larva non completa lo sviluppo. Schema, non fotografia. Credito: CDC, Division of Parasitic Diseases and Malaria, DPDx. Opera del governo federale degli Stati Uniti, dominio pubblico.

Per anni, da dermatologo, a chi veniva punto da una medusa ho consigliato l'alcol. Ne ero convinto per un motivo di fisiologia. Prima di scriverne sono andato a vedere cosa hanno misurato i laboratori, a Messina e a Barcellona, e ho trovato che avevo ragione a metà. Questo è il racconto di quella verifica.

 

 

Nematocisti di Pelagia noctiluca al microscopio ottico dopo cinque minuti in acqua di mare (A), tutte intere, e in aceto (B, C, D), con i filamenti sparati; le frecce indicano i quattro tipi di capsula. Barra di scala: 100 micrometri. Figura 1 del lavoro di Ballesteros e colleghi del 2021, non modificata. Credito: Ballesteros A., Marambio M., Fuentes V., Narda M., Santín A., Gili J.-M., Toxins 2021, Creative Commons Attribution 4.0 (CC BY), https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/

 



Un lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences USA, condotta da un gruppo di ricercatori e ricercatrici coordinati da Francesca Cardinale, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, ha indagato sull’effetto che l’ultima classe di ormoni vegetali in ordine di scoperta, gli strigolattoni, ha sulla fioritura. Il lavoro è stato condotto su una specie di grande interesse alimentare, il pomodoro, che è anche una pianta modello per studi molecolari.

 La fioritura è una tappa fondamentale nello sviluppo della pianta, ed è un fattore cruciale sia negli ambienti naturali che nell’agricoltura. Per questi motivi è da sempre oggetto di studio, e c’è moltissimo interesse sui fattori interni alla pianta che le permettono di passare dallo stadio giovanile a quello adulto (una sorta di “pubertà”) aprendo la strada alla formazione dei fiori veri. Molti di tali fattori sono ormoni, piccole molecole mobili che influenzano l’attività di cellule e tessuti anche a distanza dal punto di produzione.

 

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