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Sabato 18 Luglio 2020

Roma, Società Romana di Scienze Naturali, sabato 18 luglio 2020, ore 17.00

 

Sabato 18 Luglio 2020, alle ore 17.00, presso la Società Romana di Scienze Naturali “Campus di Villa Esmeralda", Via Fratelli Maristi 43, Roma, presentazione del volume Dieci figure femminili della zoologia italiana del XX secolo di Pierangelo Crucitti e Francesco Bubbico, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

L'obiettivo primario dell'opera è ristabilire il principio del fondamentale apporto di conoscenze che tante donne hanno dato alla ricerca scientifica, spesso totalmente misconosciuto; in particolare, costituisce un tributo a dieci eminenti scienziate italiane del XX secolo, specialiste delle più diverse branche della Biologia Animale, che hanno consacrato le proprie vite alla ricerca conseguendo importanti risultati in un momento storico e in contesti accademici riluttanti se non fortemente ostili nel riconoscere il loro valore. Il clima politico in cui sono vissute, nell'Italia liberticida e delle infami leggi razziali, ha privilegiato la fedeltà ideologica al regime dei loro colleghi uomini. Nel secondo dopoguerra, questa situazione di assurda disparità che ha ostacolato lo sviluppo di brillanti carriere accademiche alle quali tante ricercatrici erano destinate, si modifica progressivamente; peraltro, ancora oggi, le resistenze della società civile determinano situazioni di forte disparità di genere in numerosi settori della ricerca in particolare e del lavoro in generale; anche in Italia, sebbene in misura minore rispetto a tanti paesi della comune patria europea.



presenta
Alessandro Minelli

 

 

 

 

Pubblicato in Eventi

 

Recently, the world has been dealing with a devastating global pandemic coronavirus infection, with more than 12 million infected worldwide and over 300,000 deaths as of May 15th 2020, related to a novel coronavirus (2019-nCoV), characterized by a spherical morphology and identified through next-generation sequencing. Although the respiratory tract is the primary portal of entry of SARS-CoV-2, gastrointestinal involvement associated with nausea, vomiting and diarrhoea may also occur. No drug or vaccine has been approved due to the absence of evidence deriving from rigorous clinical trials.

Pubblicato in Scienceonline

 

GIUSEPPE PALERMO

FERMO IMMAGINE

Giardini di Palazzo Mezzacapo (locali ex A.A.S.T.)
Maiori – Costa d’Amalfi (SA)

Vernissage 11 luglio ore 19
11 luglio – 31 agosto 2020
Apertura tutti i giorni ore 18 - 22 ingresso gratuito

 

 

Sabato 11 luglio a Maiori, in Costa d’Amalfi, si terrà il vernissage della mostra d’arte contemporanea dal titolo “Fermo immagine” dell’artista Giuseppe Palermo, nei bei locali dell’ex Azienda di Soggiorno e Turismo, situati nei Giardini di Palazzo Mezzacapo (ore 19,00).


Anche quest’anno Palermo, ormai stabilito a Roma da anni e dove ha il suo showroom d’arte, ritorna in Costiera amalfitana con una sua mostra, diversa completamente nei contenuti che erano al centro delle sue esibizioni degli anni precedenti e che partivano dall’arte ceramica e materica delle antiche riggiole napoletane, frutto di una ricerca, ormai avviata da tempo, da piastrelle e maioliche antiche e tipiche per tramutarle in coloratissime o bicromatiche tele.
Durante il lungo periodo di chiusura dovuto alla Pandemia, l’artista ha avviato una riflessione interiore sullo scorrere dell’esistenza di ognuno di noi, prima che su se stesso, per arrivare alla conclusione che il passare del tempo è fatto da tanti gesti e abitudini che si replicano al punto da perderne la consapevolezza. Riti che sono immutabili, che si ripetono senza che nessuno se ne accorga, che ci faccia caso. Si generano quasi involontariamente nel volgere della vita, come ad esempio il bagno a mare di ragazzi, una passeggiata con il nonno, il primo monopattino, l’attesa di un amico, il gelato al bar centrale. Una sorta di video che scorre senza interruzioni da sempre, senza una musica particolare che faccia da sottofondo, senza clamore. Un video che dimentichiamo presto, che si confonde con l’anno precedente e quello ancora prima. Ricordi che si stratificano come pagine dove solo l’ultima è perfettamente leggibile. Giuseppe Palermo, al tempo del Coronavirus, riflette sulla ripetitività inconsapevole della vita e si confronta con questo terreno per certi versi banale, quotidiano, anonimo.

Pubblicato in Eventi


 
The mapping exercise was carried out on 12,571 scientific papers published between 1970 and 2020. The last four months saw 1,009 publications, marking a historic high in this field of research

Researchers from the Universities of Granada and Cádiz have carried out the first bibliometric analysis of scientific papers dealing with different types and strains of Coronavirus and the citations and impact deriving from these publications. The analysis covered 12,571 articles published between 1970 and April 18, 2020. The last four months of this period saw 1,009 papers published—a historic high in this field of research.

To conduct this study of Coronavirus research in the scientific literature (with an emphasis on Covid-19), the researchers drew on the publications listed in the Core Collection of the Web of Science database covering the past 50 years.

Pubblicato in Scienceonline

 


La ricerca dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista “Basic & Applied Ecology” rivela l’esistenza di strategie bene precise per attirare gli impollinatori, specialistiche o generaliste


Non solo forme e colori, fiori e insetti “comunicano” anche attraverso il profumo secondo strategie ben precise, specializzate o generaliste o. In pratica, quanto più i profumi sono semplici e costituiti da poche componenti aromatiche quanto più sono rivolti ad una determinata categoria di impollinatori, se invece la fragranza dei fiori ha un bouquet più complesso il messaggio olfattivo attirerà indistintamente una vasta gamma di insetti.
La scoperta di questo linguaggio dei fiori arriva da uno studio realizzato all’Università di Pisa e pubblicato in un articolo sulla rivista “Basic & Applied Ecology”. I ricercatori dei dipartimenti di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali e di Farmacia hanno condotto la sperimentazione su quindici specie di fiori spontanei - fra cui fiordaliso, gittaione, speronella, nigella, garofanino selvatico - e i relativi impollinatori, come api, bombi, ditteri e farfalle.

Pubblicato in Ambiente



Many of the diseases caused by point mutations have no established therapeutic approaches. Prof. Tsukahara and colleagues (Japan Advanced Institute of Science and Technology) are studying a therapeutic method using artificial RNA editing. Artificial site-directed RNA editing is an important technique for modifying genes and ultimately regulating protein function. We are trying to modify the genetic code of transcripts (RNA) by artificial RNA editing for the treatment of genetic disorders.


Although genome editing is drawing attention as a gene repair technology, genome editing such as CRISPR/Cas9 may result in permanent alterations, potentially affecting multiple loci. Currently, it is very difficult to perform accurate genome editing in all targeted cells in vivo. Although it is possible to edit the genome in a fertilized egg, embryo, or cells, it is not suitable for gene therapy in humans. Moreover, genome editing raises ethical concerns. Therefore, we believe that genome editing is a suitable method for “ex vivo” techniques, or for use in fertilized eggs, but not throughout a patient’s body. In contrary, changes resulting from the RNA editing are not permanent because they do not affect the genome sequence, and can be context-specific. Therefore, for the purpose of therapeutic treatments, RNA editing is preferable to genome editing, says Prof. Tsukahara.

Pubblicato in Scienceonline

 

Il commercio ad alto rischio di animali selvatici e di parti di essi sta decimando i mammiferi e aumenta il rischio di diffusione delle malattie zoonotiche.


Una terribile crisi causata dalla presenza di trappole sta decimando la fauna selvatica nel Sud-Est asiatico e aumenta il rischio di trasmissione di nuove zoonosi all'uomo. A raccontarlo un nuovo rapporto del WWF, che per la prima volta stima il numero di trappole presenti nelle aree protette di diversi Paesi nella regione.
Si stima, infatti, che 12,3 milioni di trappole stiano minacciando la fauna selvatica nelle aree protette di Cambogia, Laos e Vietnam, un gruppo di Paesi che, secondo il report “Silence of Snares” - “Il silenzio delle trappole: la crisi del Sud-Est asiatico”, sono protagonisti di una terribile crisi all’interno della regione. Queste trappole rudimentali, spesso realizzate con fili o cavi di ferro, aumentano le possibilità di contatto diretto tra l'uomo e la fauna selvatica, e quindi la probabilità del verificarsi di nuove gravi zoonosi. I ricercatori, infatti, hanno identificato molti degli animali presi di mira da queste trappole, fra cui il cinghiale, lo zibetto delle palme e il pangolino, come quelli con più possibilità di essere vettori di zoonosi.

Pubblicato in Ambiente


Comincia la campagna sperimentale tra reale e virtuale del progetto sviluppato in collaborazione fra il Dipartimento di Ingegneria astronautica, elettrica ed energetica e l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Sabato 11 luglio la presentazione in livestream.
Un orto hi-tech per coltivare micro-verdure sulla luna e in ambienti estremi come quelli polari, allestito all’interno di una speciale ‘serra igloo’ progettata per resistere a temperature molto basse. Ma anche missioni spaziali simulate grazie a tecniche avanzate di realtà virtuale immersiva. È la sfida di V-GELM (Virtual Greenhouse Experimental Lunar Module) il progetto sperimentale che prenderà il via da domani 10 luglio fino al 19 luglio nel Centro Ricerche Casaccia con l’obiettivo di sviluppare un modulo di coltivazione lunare abbinando tecniche di coltivazione idroponica innovative a esperimenti virtuali per il supporto alla vita degli astronauti nelle future missioni di lungo periodo. Il progetto verrà realizzato da un team di ricercatori ENEA e di studenti del Centro Interdipartimentale Territorio Edilizia Restauro Ambiente (CITERA) e delle Università Sapienza di Roma e della Tuscia e sarà presentato in diretta streaming sabato 11 luglio (ore 11-12,30).

Pubblicato in Tecnologia


Un interruttore molecolare può “respirare”, cioè assorbire anidride carbonica e rilasciarla in maniera controllata, per essere riutilizzata o trasformata in prodotti di più alto valore aggiunto: è questo il risultato di un innovativo progetto internazionale realizzato dal gruppo di ricercatori guidato da Angiolina Comotti, professore ordinario presso il dipartimento di Scienza dei materiali dell’Università di Milano-Bicocca (www.mater.unimib.it), in collaborazione con il team del professor Sander Wezenberg e del Premio Nobel Ben Feringa dell’Università di Groningen.

Il progetto di ricerca, pubblicato sulla rivista Nature Chemistry (DOI: https://doi.org/10.1038/s41557-020-0493-5), nasce con l’intento di realizzare materiali che siano in grado di rispondere ad un nostro stimolo per eseguire una determinata azione. Come un comune interruttore comporta l’accensione di un apparato e permette di comandarlo, così l’interruttore molecolare (sulla scala nanometrica) deve essere sensibile al nostro comando per avviare un’azione utile.

Pubblicato in Chimica


 

 "Geo Ragnarr Loobrok" - Credits: Veronica Rocco and Guido Donati 

 

Common domestic cats, as we know them today, might have accompanied Kazakh pastoralists as pets more than 1,000 years ago. This has been indicated by new analyses done on an almost complete cat skeleton found during an excavation along the former Silk Road in southern Kazakhstan. An international research team led by Martin Luther University Halle-Wittenberg (MLU), Korkyt-Ata Kyzylorda State University in Kazakhstan, the University of Tübingen and the Higher School of Economics in Russia has reconstructed the cat's life, revealing astonishing insights into the relationship between humans and pets at the time. The study will appear in the journal "Scientific Reports".

The tomcat - which was examined by a team led by Dr Ashleigh Haruda from the Central Natural Science Collections at MLU - did not have an easy life. "The cat suffered several broken bones during its lifetime," says Haruda. And yet, based on a very conservative estimate, the animal had most likely made it past its first year of life. For Haruda and her colleagues, this is a clear indication that people had taken care of this cat.

Pubblicato in Scienceonline

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