The secrets of long-lived trees

Oldest trees are regarded as an exception regarding the respective species. Image: Trend in Plant Science
A slow growth, regenerative potential and tolerance and resilience to environmental stress are the key factors to explain the extreme longevity of millennial trees, according to a new article published in the journal Trends in Plant Science, by Professor Sergi Munné-Bosch, from the Faculty of Biology and the Biodiversity Research Institute (IRBio) of the University of Barcelona.
Discovering the oldest trees of the planet
Matusalén, a 5,000 old year model of Pinus longaeva in the Inyo National Forest (United States), is the oldest tree in the planet. In Iran, the Anarkuh cypress (Sarv-e Abarkuh in Persian) is a worshiper tree from the Cypressus semprervirens species, aged over 4,000 years. In the world of plants, other great survivors are the Vouves olive trees in Crete –the most emblematic millennial tree form the Olea europaea species-, the Hundred Horse Chestnut tree in Sicily, the Jomon Sugi tree in Yakushima (Japan), and the Te Matua Ngahere coniferous tree (“Father of the Forest” in Maori) in New Zealand.
I Saildrone, mezzi ecologici a impatto zero, concludono nel Golfo di Trieste la missione internazionale Atl2Med: 274 giorni di navigazione tra Atlantico e Mediterraneo per studiare gli oceani

Due Saildrone, piccole imbarcazioni lunghe 7 metri e alte 5, a propulsione eolica, in grado di navigare in maniera autonoma tra punti prestabiliti all'interno di un corridoio sotto la supervisione di un "pilota" umano collegato via satellite e di raccogliere, tramite sensori meteorologici e oceanografici a energia solare, informazioni sulle acque marine - quali la salinità, la temperatura delle acque, la capacità dei mari di assorbire la CO2 - nell'ambito di campagne a lungo raggio anche in ambienti oceanici difficili, sono arrivati a Trieste il 17 luglio dopo 274 giorni di navigazione.
La missione - I Saildrone hanno viaggiato dalle Canarie a Trieste con un percorso complessivo di più di 15000 miglia nautiche (circa 27000 chilometri), molto di più di quanto era stato previsto (circa 5000 miglia). La missione Atlantico-Mediterraneo (Atl2Med) è il frutto della collaborazione tra pubblico e privato. Obiettivo della missione era promuovere l'osservazione diffusa degli oceani, essenziale per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici, riducendo i costi per l'acquisizione dei dati.
Immunoprotein impairs Sars-Cov-2

A protein produced by the human immune system can strongly inhibit corona viruses, including Sars-Cov-2, the pathogen causing Covid-19. An international team from Germany, Switzerland and the USA successfully showed that the LY6E-Protein prevents coronaviruses from causing an infection. “This finding might lead to the development of new therapeutic approaches against coronaviruses,” says Professor Stephanie Pfänder from the Department for Molecular and Medical Virology at Ruhr-Universität Bochum (RUB), lead author of the study published by the team in the journal Nature Microbiology on 23 July 2020.
Strengthening influenza viruses, impairing corona viruses
The LY6E protein plays a role in various diseases: US researchers Professor John Schoggins and Professor Charles Rice discovered that the protein enhances the infectivity of influenza viruses. In contrast, coronaviruses are inhibited by LY6E.
Funded by a Marie Curie Individual Fellowship of the European Union, Stephanie Pfänder, who was then working at the Institute of Virology and Immunology in Switzerland, visited Charles Rice’s lab at Rockefeller University in New York in 2017, in order to identify genes that prevent coronavirus infections. “This led to the discovery that LY6E has the opposite effect on coronaviruses compared to influenza viruses,” explains the researcher. Further investigations showed that the protein exerted this inhibitory effect on all analysed coronaviruses, including the pathogens causing Sars and Mers as well as Sars-Cov-2 which causes Covid-19.
Campi coltivati invece che foreste: la cultura delle scimmie è a rischio

La tradizione culturale dei cebi barbuti, scimmie sudamericane che usano strumenti, rischia di scomparire a causa della conversione agricola delle aree forestali. A lanciare l’allarme uno studio condotto in collaborazione tra Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr e università di Salisbury (Usa), che propone un nuovo criterio di tutela e conservazione delle specie in pericolo. La ricerca è stata pubblicata sull’International Journal of Primatology.
L’intelligenza dei cebi è, per molti aspetti, pari a quella degli scimpanzé, il primate evolutivamente più vicino alla specie umana. Nella Fazenda Boa Vista nel sud del Piauí, Stato del nordest del Brasile, i cebi barbuti (Sapajus libidinosus) utilizzano pesanti percussori e incudini di pietra per rompere il guscio durissimo delle noci di palma. Mentre i cebi che vivono nelle mangrovie del Morro do Boi, Stato del Maranhão circa 1.200 km più a nord, usano strumenti di legno per aprire molluschi e granchi. Ma le tradizioni animali sono sempre più minacciate dall'impatto umano sugli habitat naturali, come attesta uno studio di Andréa Presotto, ricercatrice dell’università statunitense di Salisbury (Usa) condotto con la collaborazione, tra gli altri, di Elisabetta Visalberghi e Noemi Spagnoletti dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc) e pubblicato sull’ International Journal of Primatology.
L'orso M49 deve vivere in liberta'

Le associazioni chiedono la cessazione di ogni attività finalizzata alla cattura dell'orso
“La seconda fuga di M49 non deve essere fermata da una nuova reclusione al Casteller”, questa è la sintesi della istanza inviata dalle associazioni Enpa, LAC, LAV, LIPU e WWF al Presidente della Provincia di Trento Fugatti, dopo che l’orso è nuovamente evaso dal recinto del Casteller dove era detenuto da aprile scorso.
L’orso non si è mai reso responsabile di alcuna aggressione all’uomo, ha solamente cercato cibo dove questo era disponibile e non adeguatamente custodito, un comportamento del tutto normale che però è stato sufficiente per bollarlo come “orso dannoso e quindi problematico” offrendo il pretesto alla Provincia di Trento per catturarlo e rinchiuderlo in un recinto del tutto inadeguato e gravemente lesivo della sua etologia.
Nox2: identificato il bersaglio del COVID-19

Un nuovo studio della Sapienza e del Policlinico Umberto I di Roma ha scoperto il meccanismo d'azione del SarsCov2 e identificato la catena di reazioni alla base dei gravi danni all’apparato cardiorespiratorio riscontrati nei pazienti. I risultati del lavoro, in pubblicazione sulla rivista Redox Biology, aprono la strada verso nuove terapie
In un nuovo studio coordinato da Francesco Violi del Dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari della Sapienza e Direttore della I Clinica Medica del Policlinico Umberto I di Roma, è stato scoperto il meccanismo con cui il SarsCov2, responsabile dell’infezione da Coronavirus, entra nell’organismo generando uno stato di infiammazione sistemica che si manifesta con importanti complicazioni a livello di tessuti e organi.
FAO: Presentata in una veste innovativa l’analisi delle risorse forestali più completa al mondo

La Valutazione delle risorse forestali mondiali 2020 della FAO offre dettagliate analisi su scala regionale e mondiale in un nuovo formato digitale interattivo
La FAO ha presentato quella che è considerata la valutazione delle risorse forestali più completa al mondo, utilizzando un formato digitale innovativo e intuitivo.Liberamente accessibile al pubblico, il rapporto Valutazione delle risorse forestali mondiali (FRA 2020) e la nuovissima piattaforma di diffusione online interattiva contengono dettagliate analisi su scala regionale e mondiale relative a 236 paesi e territori.
Gli utenti hanno ora la possibilità di consultare un insieme confrontabile e coerente di oltre 60 indicatori forestali concernenti paesi e regioni nonché scaricare i dati richiesti in un formato digitale non proprietario. Potranno inoltre monitorare l'evoluzione nel tempo di parametri quali la superficie forestale, la gestione forestale, la proprietà delle foreste e il loro utilizzo.
"Il patrimonio di informazioni sulle foreste mondiali rappresenta un bene pubblico prezioso per la comunità mondiale, che contribuisce a facilitare la formulazione di politiche e decisioni nel settore forestale, anche con riferimento a investimenti solidi, sulla base di informazioni documentate," ha dichiarato il Direttore generale aggiunto della FAO, Maria Helena Semedo, in occasione della pubblicazione del rapporto. "Questi nuovi strumenti ci permetteranno di rispondere alla deforestazione e al degrado delle foreste, prevenire la perdita di biodiversità e ottimizzare la gestione forestale nel migliore dei modi."
Osservate supercorrenti atomiche che scorrono senza resistenza

Immagine sperimentale della densità dei due superfluidi atomici separati da una parete isolante. La loro natura quantistica ondulatoria consente alle particelle di passare da un lato all'altro senza resistenza.
In un esperimento all’Istituto nazionale di ottica del Cnr è stata esplorata, per la prima volta in un gas atomico di fermioni ultrafreddi, la connessione fondamentale tra la supercorrente che attraversa una sottile barriera isolante per effetto tunnel quantistico e la fase della funzione d'onda di un superfluido. Le misure hanno permesso di svelare alcune delle proprietà fondamentali rimaste finora sconosciute a causa delle forti correlazioni quantistiche tra le particelle. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science
Come insegna l’esperienza quotidiana, un fluido non può passare da un recipiente ad un altro attraversando la parete frapposta ai due. Sorprendentemente, tuttavia, la meccanica quantistica lo consente, a condizione però che la parete tra i due contenitori sia sufficientemente sottile. L'effetto tunnel quantistico permette infatti alle particelle di fluire tra due contenitori, persino in assenza di resistenza nel caso dei superfluidi, stati della materia capaci di scorrere senza dissipare energia.
TUMORE DEL SENO: “UN TEST PUÒ EVITARE CHEMIOTERAPIE INAPPROPRIATE. L’ESAME È DISPONIBILE PER LE PAZIENTI DEL POLICLINICO UNIVERSITARIO CAMPUS BIO-MEDICO DI ROMA”

È la neoplasia più frequente in Italia. Il test Oncotype DX® è utilizzato nella malattia in stadio iniziale per valutare l’utilità dell’associazione della chemioterapia alla terapia endocrina. Ed è incluso nelle più importanti Linee Guida nazionali ed internazionali, ma non ancora rimborsato nel nostro Paese
Analizza l’espressione di 21 geni specifici del tumore e definisce la probabilità di risposta alla chemioterapia. Si chiama Oncotype DX, il test molecolare (eseguito su tessuto tumorale) che permette di evitare la chemioterapia nell’80% delle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, di tipo ormone-sensibile, negativo alla proteina HER2 e linfonodo negativo, che, dopo la chirurgia, possono essere trattate solo con l’ormonoterapia. Il test è validato con studi clinici randomizzati (evidenza di livello 1A) per predire i benefici della chemioterapia ed è disponibile presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, grazie a un accordo siglato con l’azienda produttrice, Exact Sciences.
Il governo blocchi la legge regionale che interpreta il Piano paesaggistico in Sardegna

Il WWF Italia in una nota inviata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini chiede al governo di intervenire per bloccare la legge regionale recentemente approvata dalla regione Sardegna (Legge regionale 13 luglio 2020 n.21). Secondo l’associazione ambientalista, infatti, la legge dal titolo Norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale è incostituzionale perché in palese contrasto con le leggi fondamentali che regolano la tutela del paesaggio, dell’ambiente e degli ecosistemi riconosciuti tra i principi fondamentali attraverso l’art. 9 della nostra Costituzione.
Nel frattempo, purtroppo, la legge è in vigore e può già produrre effetti estremamente negativi sul prezioso territorio sardo. Con un escamotage del tutto fantasioso, nonché giuridicamente illegittimo, infatti, ossia utilizzando lo strumento dell’interpretazione autentica di una legge vigente, viene scardinato il lavoro di decenni in cui la Sardegna era stata tra le prime regioni ad attuare una buona pianificazione paesaggistica per la tutela delle aree più pregiate, ad iniziare dalle coste. In particolare la scelta dell’attuale legislatore sardo è quella di sottrarre alla pianificazione congiunta, che è invece obbligatoria, tra Regione autonoma della Sardegna e Ministero per i Beni e le attività culturali i beni collettivi più rilevanti: la fascia costiera, i beni identitari (definiti come “quelle categorie di immobili, aree e/o valori immateriali, che consentono il riconoscimento del senso di appartenenza delle comunità locali alla specificità della cultura sarda”), le zone agricole.
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