Settembre 2026

Denti di Hutchinson in un bambino con sifilide ereditaria. Fig. 169, p. 955, da Robert W. Taylor, Malattie degli organi genito-urinarii veneree e sifilitiche. Trattato pratico, prima traduzione italiana a cura di Carlo Calza, riveduta da Giovenale Salsotto, Unione Tipografico-Editrice, Torino 1904. Opera di pubblico dominio; fotografia dell’esemplare nella biblioteca dell’autore, ritagliata, ripulita e virata in seppia chiaro. Nella stessa pagina il trattato prescrive ioduro potassico e mercurio.

 

Nel 2024 l’ECDC ha registrato 140 casi confermati nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo, il numero più alto dal 2009. Ungheria, Bulgaria e Portogallo ne fanno quasi due terzi. Uno studio americano su 16 milioni di nascite mostra che l’obbligo di ripetere il test in gravidanza aumenta le diagnosi per un trimestre, poi l’effetto si perde.
di Guido Donati — 17 settembre 2026

 

Pubblicato in Medicina
Mercoledì, 16 Settembre 2026 09:31

The certain harm and the harm to be proved


An Italian juvenile court has ordered the staged return of three children removed from their parents ten months ago in a case that has divided the country. Italy has more than thirty-five thousand minors living outside their family of origin, four in residential homes for every three with a foster family. Research says when removal helps and when it does not. Nobody in Italy counts who comes out.

Children held with their mothers in prison nurseries and in attenuated-custody institutions for mothers, Italy, 1 January 2025 – 31 August 2026. Chart produced by ScienceOnline from data of the Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, as reported by the Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio (Lazio regional ombudsman for detainees), 4 September 2025 and 4 September 2026. 

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 16 Settembre 2026 09:26

Il danno certo e il danno da provare


Il Tribunale dell’Aquila ha disposto il rientro a tappe dei tre figli di Palmoli, fuori casa da dieci mesi. In Italia oltre trentacinquemila minori vivono fuori dalla famiglia di origine, e per ogni tre in una famiglia affidataria quattro stanno in comunità. La ricerca dice quando l’allontanamento aiuta e quando no. Nessuno, in Italia, conta chi esce.

Bambini reclusi con la madre nei nidi delle carceri e negli istituti a custodia attenuata per detenute madri, Italia, 1º gennaio 2025 – 31 agosto 2026. Elaborazione di Scienzaonline su dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, come riportati dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, 4 settembre 2025 e 4 settembre 2026. Grafico prodotto in redazione: i dati numerici non sono coperti da copyright.

Pubblicato in Attualità

Un'illuminazione più intensa durante la crescita delle piante favorisce l'accumulo di vitamina B9 negli ortaggi a foglia, riducendo al contempo la presenza di sostanze meno desiderabili. Lo conferma una ricerca dell'Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISPA, sedi di Bari e Lecce), pubblicata sulla rivista scientifica Scientia Horticulturae. Questa tecnica si inserisce nel campo della biofortificazione, un approccio sostenibile che punta a incrementare il valore nutrizionale degli alimenti direttamente in fase di coltivazione.

La sperimentazione ha riguardato le foglie giovani (baby-leaf) di mizuna, cicoria e tatsoi, ortaggi comunemente impiegati per le insalate pronte al consumo di IV gamma. I risultati mostrano che una porzione da 100 grammi di mizuna o tatsoi coltivate con una maggiore disponibilità di luce soddisfa circa il 45% del fabbisogno giornaliero raccomandato di folati per un adulto e circa il 30% di quello indicato in gravidanza.

Pubblicato in Scienza generale


Nel 1987 George Pettit isolò da 1.600 chili di Dolabella auricularia pochi milligrammi di un peptide che uccideva le cellule tumorali a concentrazioni mai viste. Il mollusco non lo fabbricava: lo mangiava. Da sola, in clinica, la molecola fallì. Legata a un anticorpo è oggi dentro otto farmaci approvati.

Esemplare di Dolabella auricularia, la lepre di mare da cui fu isolata la dolastatina 10. Fotografia da Syamsuriadi S., Nur I., Suryani S., International Journal of Zoology and Animal Biology, 6(1), 000441, 2023, Figura 1, licenza Creative Commons Attribution (CC BY). 

Pubblicato in Scienza generale
Lunedì, 14 Settembre 2026 11:56

The sea as a library · MP&T 1

A single cone snail carries more than three thousand toxin sequences. The sea has yielded forty thousand compounds and seventeen drugs. Nearly half the corals that build reefs face extinction. A series on what the sea has given medicine, and on what we are losing before we have read it.

Cone shell with the «tent» pattern of the Conus textile group, from the author’s collection. Photo Guido Donati. Cut out on a white background.

Pubblicato in Scienceonline
Lunedì, 14 Settembre 2026 11:49

Il mare come biblioteca · MP&T 1

Da un solo esemplare di cono si leggono più di tremila tossine diverse. Dal mare sono usciti quarantamila composti e diciassette farmaci. Quasi metà dei coralli che costruiscono le barriere rischia l’estinzione. Una serie di articoli su ciò che il mare ha dato alla medicina, e su ciò che stiamo perdendo prima di averlo letto.

 

Conchiglia di cono con il disegno «a tende» del gruppo di Conus textile, dalla collezione dell’autore. Foto Guido Donati. Ritaglio su fondo bianco

Pubblicato in Scienza generale
Domenica, 13 Settembre 2026 20:20

The mountain nobody was watching

 

The Trishuli valley north-west of Kathmandu before and after the flood, in natural-colour Copernicus Sentinel-2 images of 12 August (left) and 27 August 2026 (right), the day after the event: the river, once a pale thread, has become a band of mud as wide as the valley. The two images released by ESA were placed side by side by the newsroom, which added the dates beneath each; no cropping or other alteration.
Contains modified Copernicus Sentinel data (2026), processed by ESA — licence to be reproduced as stated on the ESA image page. Source: https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2026/08/Sentinel-2_captures_before_and_after_Nepal_flash_flood


On 26 August a river in Nepal rose nine metres in half an hour, and it had not rained. The surge began at a glacier five thousand metres up, twenty kilometres upstream. Reconstructions disagree on the timing, the death toll has passed thirteen hundred, and the closest recording of the collapse comes from an Italian seismic station below Everest.


At 8:37 on 26 August, Nepal time, the United States Geological Survey logs a magnitude 4.4 earthquake 55 kilometres north-west of Kodari. A few hours later it withdraws it. It was not an earthquake. It was a mountain coming down. The magnitude is revised to 5.2 and the event reclassified as a landslide.
At that hour the Trishuli rises nine metres in thirty minutes, according to Nepali officials. At the Rasuwa district headquarters it had not rained that morning. The surge reaches the Rasuwagadhi border crossing at about 9, Timure at 9:15, Betrawati at 9:20. It carries ice, boulders, mud. It erases the Gyirong border post on the Chinese side, sweeps Timure and Syabrubesi, runs down the Bhotekoshi and then the Trishuli. The Department of Roads counts 19 bridges and 40 kilometres of road on the first day. The IRDR rapid report will later say more than 30 bridges and 748 megawatts of hydropower capacity hit. Bodies are recovered as far as Chitwan and Nawalparasi, and beyond.

Pubblicato in Scienceonline
Domenica, 13 Settembre 2026 20:07

La montagna che nessuno guardava

 

La valle del Trishuli a nord-ovest di Kathmandu prima e dopo la piena, nelle immagini in colori naturali del satellite Copernicus Sentinel-2 del 12 agosto (a sinistra) e del 27 agosto 2026 (a destra), il giorno dopo l’evento: il fiume, da filo chiaro, è diventato una fascia di fango larga la valle. Le due immagini diffuse dall’ESA sono state affiancate dalla redazione, che ha aggiunto le date sotto ciascuna.
Contains modified Copernicus Sentinel data (2026), processed by ESA — licenza da riportare come indicata sulla pagina ESA dell’immagine. Fonte: https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Images/2026/08/Sentinel-2_captures_before_and_after_Nepal_flash_flood


Il 26 agosto un fiume del Nepal è salito di nove metri in mezz’ora, e non era piovuto. La colata è partita da un ghiacciaio a cinquemila metri, venti chilometri più in alto. Le ricostruzioni non concordano sui tempi, il bilancio supera i milletrecento morti, e la registrazione ravvicinata del crollo viene da una stazione sismica italiana sotto l’Everest.


Alle 8:37 del 26 agosto, ora del Nepal, il Servizio geologico degli Stati Uniti registra un terremoto di magnitudo 4.4 a 55 chilometri a nord-ovest di Kodari. Poche ore dopo lo cancella. Non era un terremoto. Era una montagna che cadeva. La magnitudo viene rivista a 5.2 e l’evento riclassificato come frana.
A quell’ora il Trishuli sale di nove metri in trenta minuti, secondo i funzionari nepalesi. Al capoluogo del distretto di Rasuwa quella mattina non era piovuto. La colata arriva al valico di Rasuwagadhi verso le 9, a Timure alle 9:15, a Betrawati alle 9:20. Porta ghiaccio, massi, fango. Cancella il posto di frontiera di Gyirong sul lato cinese, spazza Timure e Syabrubesi, scende nel Bhotekoshi e poi nel Trishuli. Il Dipartimento delle strade conta subito 19 ponti e 40 chilometri di strada. Il rapporto rapido dell’IRDR dirà più di 30 ponti e 748 megawatt di potenza idroelettrica colpiti. I corpi vengono recuperati fino a Chitwan e Nawalparasi, e oltre.

Pubblicato in Attualità

 

Il raffreddamento interno di Mercurio dura da miliardi di anni e ne causa una progressiva contrazione. Questo fenomeno deforma la crosta e genera immense scarpate di faglia (lobate scarps), che si estendono per centinaia di chilometri superando i 2000 metri d'altezza. Uno studio intitolato Graphite lubricates Mercury’s global contraction, pubblicato su Nature Communications, rivela che tale processo è stato favorito dalla presenza di grafite (il medesimo materiale delle mine per matite) integrato nella superficie del pianeta.

La ricerca è stata condotta da un team dell'Università di Padova, dell'INAF-OAPD e dell'Università di Milano-Bicocca. I ricercatori hanno integrato l'analisi topografica di Mercurio con test meccanici e d'attrito condotti in laboratorio su rocce analoghe a quelle della crosta mercuriana.

Pubblicato in Astrofisica

 

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