Scienzaonline Anno 7° n. 77 giugno 2010
Scienzaonline Anno 7° n. 77 Giugno 2010
INAF accorpato al CNR - Lettera aperta di MACCACARO al Capo Dello Stato
L’INAF è un Istituto giovane, nasce di fatto nel 2001 dalla fusione in Istituto Nazionale dei 12 Osservatori Astronomici professionali. Nel 2005, per effetto del decreto di riordino del Ministro Moratti, l’INAF subisce una profonda trasformazione assorbendo altri sette Istituti che si occupavano di astrofisica e transitando dal comparto Università al comparto degli Enti di Ricerca. Il suo organico aumenta del 50%. È una riforma che ha il grande pregio di unificare nello stesso ente tutta l’astrofisica italiana non universitaria. Attualmente consiste di 19 strutture di ricerca sparse sul territorio nazionale, una all’estero (Isole Canarie) che gestisce il Telescopio Nazionale Galileo e la sede amministrativa centrale. In tutto lavorano presso l’INAF oltre 1000 dipendenti a tempo indeterminato.
Nel 2009, l’INAF ha ricevuto dal MIUR circa 91 M€ come Fondo di Funzionamento Ordinario. Normalizzato al personale che vi lavora, è il più basso FFO tra gli enti di ricerca analoghi vigilati dal MIUR. Dal piano triennale 2010-2012 si evince che oltre l’85% dello stanziamento ministeriale è destinato alle spese del personale e alle spese fisse. E’ cosa nota, nell’ambito della ricerca, che l’INAF è un ente sottofinanziato.
Sottoscrizione contro tagli al finanziamento dell'IIPP
Inoltriamo l'appello giunto dall'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria contro i tagli che il Ministero si appresta a varare contro le istituzioni culturali italiane.
Cari,
vi invitiamo a sottoscrivere e a far sottoscrivere l'appello per l'Istituto contro i tagli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, previsti dal DL per la manovra finanziaria del governo, che mettono seriamente a rischio la sopravvivenza dell'IIPP
http://www.petizionionline.it/petizione/appello-per-listituto-italiano-di-preistoria-e-protostoria-contro-i-tagli-del-finanziamento-del-ministero-per-i-beni-e-le-attivita-culturali/1429
Il superamento dell’U’kwevha (Allungamento delle Piccole Labbra) tra le popolazioni Venda del Sud-Africa
Per Longininfismo (Genital Stretching) si intende la modificazione espansiva delle piccole labbra (ninfe), ottenuta mediante manipolazione rituale; essa viene classificata, anche se impropriamente, dal WHO (2008) tra le Mutilazioni Genitali Femminili, nella tipologia 4.
Si tratta di un intervento tradizionale proprio delle popolazioni dei Grandi Laghi e dell’Africa meridionale (GRASSIVARO GALLO et al., 2006), che è già stato oggetto di indagine da parte del Gruppo di Lavoro Padovano con specifiche campagne di ricerca: in Uganda, in Malawi e nella Repubblica Democratica del Congo (GRASSIVARO GALLO & VILLA, 2005/6; GRASSIVARO GALLO et al., 2009; GRASSIVARO GALLO et al., 2008).
Nel 2009, l’interesse si è spostato nella regione di Limpopo, nel Sud Africa, tra i Venda, che vivono ai confini con lo Zimbawe (Mappa). La missione nel suo aspetto organizzativo, svolto a Padova, si è rivelata carica di imprevisti e di tentativi deludenti, per cui la coautrice, incaricata di effettuare l’indagine sul campo, ha deciso infine di partire in modo del tutto indipendente, essendo venuti a mancare anche i referenti locali. Si precisa che la raccolta delle informazioni in loco e l’iconografia presentata, si deve esclusivamente ad essa, che fu sempre però sostenuta e consigliata dal Gruppo di Lavoro di Padova.
La legislazione medicea nelle raccolte dell'Archivio di Stato di Firenze (1532-1737)
Il volume giunge a conclusione della ricerca svolta, nell'ambito del programma Bibliografia delle edizioni giuridiche antiche in lingua italiana, sulle raccolte di leggi a stampa dal 1537 al 1732 conservate presso l'Archivio di Stato di Firenze. Sono focalizzati i problemi che si sono presentati nell'elaborazione dei documenti e dei relativi indici. I documenti sono consultabili in rete. E' esaminata l'attività legislativa dei granduchi medicei durante i due secoli del loro dominio. L'appendice è dedicata all'attività delle stamperie a Firenze in epoca medicea.
Macchie di Rorschach
Gli unici ma non irrilevanti riferimenti alle discipline scientifiche di questa raccolta di poesie sono nel titolo, nella poesia eponima e nella copertina, che rimandano all’utilizzo dei "disegni ambigui" per valutare la personalità di un individuo. Un'idea dalle radici antiche, era anche una sorta di gioco di società, ma che nel 1921 fu Hermann Rorschach con il suo “test” il primo ad applicare come strumento di indagine psicometrica.
L’autore, Marco Ferrazzoli, giornalista e capo ufficio stampa del CNR, ha preso in prestito - o a pretesto? - le ‘Macchie di Rorschach’ per un suo libro di poesie. Una scelta singolare ma giustificata. Intanto, perché lo stesso scienziato si era fatto ispirare da un libro di poesie e, soprattutto, perché anche le poesie, come le immagini apparentemente incoerenti usate dagli psicologi, assumono un senso in base alle percezioni che suscitano in chi le ha davanti. Anch’esse variano, proprio come le macchie di Rorschach, in modo imprevedibile per lo stesso autore.
Leggiamo infatti nella poesia che chiude la raccolta, oltre a intitolarla: “Come macchie di Rorschach/ in cui ciascuno vede ciò che vuole/ come fosfeni che coprono gli occhi/ per avere fissato troppo a lungo il Sole// Così sono le poesie” a cui “chiediamo di dirci chi siamo/ e poi, non si sa come, ci riconosciamo// Senza essere capaci di dircelo da soli”. La passione per i test di Rorschach dell’autore non è insomma da rimandare solo al suo master in Psicologia di consultazione.
Scienzaonline Anno 7° n. 76 Maggio 2010
Scienzaonline Anno 7° n. 76 Maggio 2010
Oggi al senato sventato attentato alla natura e alle leggi europee
L’articolo 42 della Legge comunitaria, approvato oggi dal Senato, rappresenta un risultato positivo raggiunto grazie alla grande mobilitazione di associazioni ambientaliste e cittadini, e al senso di responsabilità di buona parte del Parlamento, che ha evitato la totale deregulation venatoria.
Il WWF ricorda che il testo approvato in prima lettura al Senato apriva la caccia tutto l’anno: un vero attentato alla natura, alla sicurezza delle persone e alle leggi europee. Il testo oggi divenuto legge costituisce almeno in parte un importante, anche se tardivo, passo avanti per la corretta applicazione della Direttiva Uccelli e delle altre leggi internazionali a tutela della biodiversità, introducendo importanti regole per la tutela e la conservazione degli animali selvatici: l’obbligo di migliore e maggiore protezione degli habitat naturali e il divieto assoluto di caccia durante i periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli. Le nuove norme rispondono anche, in parte, alle pesanti censure della Commissione Europea avviate nei confronti dell’Italia con diverse procedure di infrazione.
Un “serbatoio di biodiversità” nel Parco Gran Sasso – Laga
Assergi 11/05/2010 - Grazie ad un accordo siglato fra il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l'Ufficio Territoriale per la Biodiversità del Corpo Forestale dello Stato dell'Aquila, i semi di alcune specie fra le più rare e a rischio d’estinzione dell’area protetta sono stati riprodotti con successo presso i laboratori dell'Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pieve Santo Stefano (Arezzo). Si tratta di un raro esempio di collaborazione tra uffici con competenze diverse, che avrà come risultato immediato la produzione di piantine di specie talmente a rischio in natura, da richiedere un'urgente opera di conservazione ex situ, ossia fuori dall'habitat naturale.
Eruzioni vulcaniche: il rischio-cenere per la salute
Gli accadimenti legati all’eruzione di un vulcano pongono la collettività di fronte a diversi ordini di problemi. Il tipo di eruzione condiziona la tipologia dei rischi per la salute che possono verificarsi.
Nel recente caso del vulcano islandese Eyjafjallajkull i problemi di Public Health appaiono legati alla massiccia emissione di ceneri che, se da un lato producono i ben noti effetti negativi sul traffico aereo, dall’altro ci inducono a riflettere su quali rischi per la salute possano configurare
Effetti respiratori
Il manifestarsi di sintomi respiratori da inalazione di cenere vulcanica dipendono da una serie di fattori: la concentrazione nell'aria di particelle sospese totali; la percentuale di particelle respirabili (inferiori cioè a 10 micron di diametro) nelle ceneri; la frequenza e la durata dell'esposizione, la presenza di silice libera cristallina, di gas vulcanici o di aerosol mescolati con la cenere; le condizioni meteorologiche; i cosiddetti “fattori di accoglienza” (condizioni di salute al momento dell’eruzione e predisposizione delle persone esposte incorrere in problemi respiratori); uso di apparecchi di protezione respiratoria.
I sintomi acuti delle vie respiratorie comunemente riportati dalle persone durante e dopo la caduta della cenere al suolo sono costituiti da:
• irritazione nasale e di scarico (naso che cola)
• irritazione della gola o mal di gola franco, talvolta accompagnati da tosse secca
• persone con problemi respiratori preesistenti hanno sviluppato, nel corso di pregresse eruzioni vulcaniche, gravi sintomi bronchitici che sono perdurati sino ad alcuni giorni dopo la presenza visibile di cenere nell’ambiente (ad esempio, tosse con produzione di espettorato, sibilo, respiro affannoso) e irritazione delle vie aeree
• persone con asma o bronchite hanno accusato dispnea semplice o accompagnata da accessi di tosse
• Viene inoltre riferita, in modo diffuso, la sensazione soggettiva di “respirazione difficoltosa”
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