La dottoressa May El Hachem, alla guida della Dermatologia del Bambino Gesù, spiega che la preoccupazione dei genitori per i nei dei figli è cresciuta molto, ma spesso si tratta di un timore sproporzionato. Molti bambini affrontano visite dermatologiche troppo precoci e superflue, mentre si trascura il fattore più importante: ripararsi correttamente dai raggi solari. La dottoressa invita a superare la cultura della paura, ricordando che il sole non è un nemico, ma va semplicemente gestito con buone abitudini e senza allarmismi.
I 10 falsi miti da sfatare
Per aiutare le famiglie a orientarsi, gli specialisti del Bambino Gesù hanno fatto chiarezza sui dieci errori più comuni:
L'età del rischio: Non è vero che il melanoma colpisce solo gli adulti. Seppur raro, può svilupparsi anche in età pediatrica.
L'effetto delle scottature: Una scottatura occasionale non va sottovalutata. I danni dei raggi UV si accumulano e le bruciature ripetute nell'infanzia aumentano sensibilmente il rischio di tumori della pelle da adulti.
Dove usare la protezione: La crema solare non è un’esclusiva del mare. I raggi solari colpiscono ovunque, quindi va applicata anche in piscina, ai centri estivi, durante le passeggiate o quando si fa sport all'aria aperta.
Il fattore meteo: Le nuvole non bloccano i raggi ultravioletti. La pelle può subire danni anche quando il cielo è coperto.
La nascita di nuovi nei: Vedere spuntare un nuovo neo su un bambino non deve spaventare. Durante la crescita e l'adolescenza si tratta di un processo del tutto naturale.
Il calendario delle visite: Non serve correre dal dermatologo nei primi anni di vita. In assenza di anomalie, il primo controllo può essere fatto verso i 10-12 anni, a meno che non ci siano indicazioni del pediatra o la presenza di nei congeniti di grandi dimensioni. Visite premature e continue generano solo ansia inutile.
Il colore della pelle: La carnagione scura offre una protezione naturale maggiore, ma non rende i bambini del tutto immuni dal rischio di melanoma.
La frequenza della crema: Applicare la protezione una sola volta al giorno non basta, anche se si usa uno "schermo totale". La crema va messa venti minuti prima di uscire e riapplicata all'incirca ogni due ore, intensificando i passaggi dopo il bagno o se il bambino suda molto.
L'approccio verso il sole: Il sole fa bene e non va demonizzato. Il segreto sta nell'esporsi in modo intelligente, evitando le ore centrali della giornata e proteggendo la cute.
La forma dei nei: Nei bambini un neo non deve essere necessariamente irregolare per richiedere un controllo. Il fattore principale da monitorare è l'evoluzione: bisogna fare attenzione a modifiche improvvise, crescita troppo rapida o sanguinamenti.
La guida dei medici per una protezione efficace
La vera prevenzione si costruisce giorno dopo giorno attraverso gesti semplici ma costanti. Gli esperti del Bambino Gesù ricordano che la comparsa di nuovi punti neri sulla pelle fa parte dello sviluppo. Un discorso a parte va fatto per i bambini che nascono con nevi congeniti giganti o multipli: in questo caso il monitoraggio deve partire fin dalla nascita attraverso i canali specialistici dedicati. Per tutti gli altri, la regola d'oro resta quella di evitare le scottature sin dai primi anni di vita e insegnare ai più piccoli a vivere il sole in totale sicurezza.



