Can we produce a better wheat crop to feed the world? Single to multiple wheat genomics

Entering a ‘wheat pan-genomics’ era from single to multiple wheat DNA references, the Earlham Institute (EI) aims to diversify one of the world’s most complex genomes to improve yield quality and increase wider production of this critical food crop.
I nuovi inquinanti minacciano i cuccioli dell’orso polare
Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca ha scoperto che il rischio rappresentato dai contaminanti organici persistenti (POP) è mille volte superiore alla soglia di sicurezza per i cuccioli di orso polare che si nutrono di latte contaminato. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Environmental Toxicology and Chemistry” della casa editrice statunitense Wiley.
Milano, 5 gennaio 2017 – Gli inquinanti minacciano la salute dei cuccioli dell’orso polare. Nell’ecosistema artico il rischio è quasi inesistente per i pesci, relativamente basso per le foche, molto elevato per gli orsi polari e drammatico per i loro cuccioli. Dato che alcune di queste sostanze inquinanti si accumulano nei grassi e il latte di mamma orsa è particolarmente grasso, il rischio per i cuccioli è di tre ordini di grandezza superiore alla soglia di sicurezza: in altre parole, almeno 1.000 volte di più.
Masters Student Position at the University of Calgary
Peter Dunfield and Julio Mercader at the University of Calgary Department of Biological Sciences Anthropology and Archaeology have a two-year stipend (minimum $24,0000) available to support a masters student in molecular microbiology starting September 2017.
CaSSIS, ecco le prime immagini di Marte
Doveva essere un semplice collaudo. Invece è stato un successo oltre ogni attesa. CaSSIS, la camera stereo ad alta risoluzione a bordo del Trace Gas Orbiter (TGO) della missione europea ExoMars, reduce dalle prime orbite attorno al Pianeta rosso, ha inviato a Terra immagini che hanno lasciato gli astronomi a bocca aperta per la loro qualità. «Sono veramente spettacolari», commenta soddisfatto Nick Thomas, direttore del dipartimento di fisica dell’università di Berna e principal investigator dello strumento.
NSF Biological Anthropology Program Changes
The Biological Anthropology Program is returning to a six-month interval between competitions for both regular research (Senior) and doctoral dissertation research improvement grants (DDRIG).
For the DDRIG competition, this change is effective immediately, in conjunction with the publication of a revised solicitation (17-506). The next DDRIG target dates will be January 20, 2017, and July 20, 2017, and future dates will be January and July 20th of each year.
Il germanio mette il turbo ai processori dei pc quantistici
La Dieta mediterranea migliora la qualità di vita dell’anziano

È quanto emerge da uno studio condotto dall’Istituto di neuroscienze del Cnr e dall’Università di Padova e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca ha evidenziato come seguire questo stile alimentare assicuri una minore prevalenza di disabilità, depressione e dolore
È noto che la Dieta mediterranea ha effetti positivi sulle malattie neurodegenerative, metaboliche e cardiovascolari. Per la prima volta, ora, una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition ha dimostrato che la Dieta mediterranea ha effetti positivi anche sulla qualità di vita e sui parametri connessi, come disabilità, presenza di dolore, depressione. Lo studio, nato dalla collaborazione tra l’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) e Nicola Veronese dell’Università di Padova, ha preso in considerazione 4.470 americani con un’età media di 61 anni.“È la prima volta che in uno studio di questo genere vengono prese a campione popolazioni con regimi dietetici lontani da quello mediterraneo e con una prevalenza di malattie cardiovascolari e metaboliche più elevata rispetto a quelle del Vecchio Continente”, spiega Stefania Maggi della Sezione invecchiamento dell’In-Cnr.
Tor Vergata: Chiariti i meccanismi molecolari alla base dell’azione di Omomyc, un polipeptide che interferisce con l’azione della proteina oncogenica Myc, inibendola

In collaborazione con il gruppo del Dott. Nasi, al CNR di Roma, Il gruppo della Prof.ssa Ciafrè ha chiarito i meccanismi molecolari alla base dell’azione di Omomyc, un polipeptide che interferisce con l’azione della proteina oncogenica Myc, inibendola. Lo studio si è specificamente svolto nel contesto delle cellule staminali cancerose del glioblastoma, un tumore cerebrale ad oggi incurabile, e ha rivelato che Omomyc è in grado di modificare la localizzazione di Myc sul genoma, con la contestuale inibizione delle principali caratteristiche tumorigeniche delle cellule staminali di glioblastoma, da tempo riconosciute come le iniziatrici del processo tumorigenico. I risultati ottenuti hanno aperto un’importante prospettiva sul funzionamento di Myc come fattore “apicale” della tumorigenesi del glioblastoma, e quindi sulle potenzialità terapeutiche offerte dalla sua inibizione tramite Omomyc o approcci analogamente mirati a destabilizzare l’azione di Myc. Questo studio è stato pubblicato sulla rivista EMBO reports (Galardi s., et al., Resetting cancer stem cell regulatory nodes upon MYC inhibition. EMBO Rep. 2016 Dec;17(12):1872-1889).
Le donne sono la chiave per costruire un mondo libero da fame e povertà

Ma la disuguaglianza di genere mette un freno allo sviluppo sostenibile.
Raggiungere la parità di genere e dare maggiori strumenti alle donne non è solo la cosa giusta da fare, ma è un ingrediente fondamentale nella lotta contro la povertà estrema, la fame e la malnutrizione, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO José Graziano da Silva, intervenendo ad un evento ad alto livello co-organizzato dalla FAO, dalla Commissione europea e dalla Presidenza slovacca del Consiglio dell'Unione Europea, in collaborazione con il Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), con il Programma Alimentare Mondiale (WFP) e con UN Women.
SZN: presentato il progetto vincitore per la ristrutturazione del corpo centrale della ex biblioteca
Domani Inaugurazione dell’Anno della Ricerca 2017 con la Plenary Lecture del Premio Nobel Tim Hunt.
Sossio De Vita, giovane architetto partenopeo, è il vincitore del concorso internazionale bandito per selezionare un progetto di ricostruzione dei una parte dello storico edificio che ospita la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. L’annuncio è stato dato questa mattina presso la Sala Conferenze Donato Marino. L’iniziativa, realizzata con il supporto di Fondazione Inarcassa, braccio operativo sui temi della professione di Inarcassa, rappresenta un’occasione importante per condividere una progettualità architettonica che avrà una notevole importanza sulla vita di Napoli e dei suoi cittadini.
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