Quinto rapporto IPCC: l’area mediterranea risentirà più di tutte del cambiamento climatico

E’ stato presentato oggi il secondo volume del quinto rapporto IPCC che traccia gli effetti del cambiamento climatico, in particolare in Europa e nell’area mediterranea. Abbiamo chiesto a Marco Grasso, docente di Politiche ambientali dell’Università di Milano-Bicocca, che segue gli effetti politici e sociali del cambiamento climatico, un commento sull’ultimo rapporto.
Milano, 31 marzo 2014 - «In Europa, la regione mediterranea è quella che risentirà più di tutte dei cambiamenti climatici a causa dei notevoli impatti attesi sul turismo, sull’agricoltura, sulle attività forestali, sulle infrastrutture, sull’energia». Marco Grasso, docente di Politiche ambientali dell’Università di Milano-Bicocca che segue gli effetti politici e sociali del cambiamento climatico, commenta a caldo il secondo volume del quinto rapporto IPCC, presentato questa mattina alla stampa.
«I cambiamenti climatici – continua Grasso, commentando il rapporto “Climate Change 2014: Impacts, Adaptation, and Vulnerability - possono introdurre disparità economiche all'interno dell'Europa, favorendo regioni meno colpite dal cambiamento climatico e aggravando quelle più esposte, come quella mediterranea».
Pronta sulla rampa di lancio la prima “sentinella” del programma europeo Copernicus

È pronto sulla rampa di lancio: il satellite Sentinel 1A partirà giovedì 3 aprile a bordo di una Soyuz-Fregat A, dalla base di Kourou, in Guyana francese.
Sentinel-1A è il primo satellite di Copernicus, il programma di osservazione della Terra prima noto come GMES, lanciato dall’Agenzia Spaziale Europea in partnership con la Commissione Europea: l’obiettivo è di garantire all’Europa una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta, supportando così le necessità delle politiche ambientali pubbliche europee. Le principali finalità della missione Sentinel-1 sono la mappatura delle aree urbane e degli impatti ambientali, il monitoraggio dei rischi da movimenti della superficie terrestre, la sorveglianza dell’ambiente marino, la sicurezza marittima, il monitoraggio dei ghiacci marini, il monitoraggio delle foreste e dei cambiamenti climatici.
IXV: presentato alla stampa lo shuttle del futuro, che partirà a ottobre

Il velivolo sperimentale IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), realizzato da Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Europea, è pronto: dopo la campagna di test finale, sarà spostato a Kourou, in Guyana francese, e da lì partirà a ottobre.
È stato presentato alla stampa il 21 marzo a Torino, la città spaziale italiana per eccellenza, presso la sede di Altec, il cui Mission Control Center seguirà tutte le operazioni e dove affluiranno i dati della missione.
L’Italia, attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana, partecipa al progetto IXV con un contributo determinante, fornendo assistenza tecnica e contribuendo sia al segmento di terra, con i servizi della base di Malindi, sia al controllo della missione, con i propri equipaggiamenti messi a disposizione del Mission Control Center di Altec. In termini economici, “l'Agenzia Spaziale Italiana contribuisce per circa 80 milioni su un costo complessivo di circa 200 milioni”, ha dichiarato Arturo De Lillis, responsabile dell’Unità Lanciatori e Trasporto Spaziale di ASI.
Simonetta Di Pippo sarà direttore dell’United Nations Office for Outer Space Affairs (UNOOSA)

Per la prima volta l’Italia è al vertice dell’UNOOSA, la struttura dell’ONU responsabile per i programmi di promozione della cooperazione internazionale nel settore spaziale: sarà Simonetta Di Pippo, astrofisica italiana di fama internazionale a guidare importante organismo.
L’UNOOSA ha sede a Vienna e opera principalmente attraverso il COPUOS, il comitato dell'Assemblea Generale per gli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico. Filippo Formica, Ambasciatore italiano presso le Nazioni Unite a Vienna, ha sottolineato il valore della nomina della Di Pippo per l'Italia, che “testimonia, una volta di più, che le eccellenze italiane sono fortemente competitive sul piano internazionale”.
Idrogeno, imitando l’enzima la cella è ecocompatibile

Scoperti i dettagli del funzionamento degli enzimi idrogenasi, che rappresentano esempi eco-compatibili per la sviluppo di tecnologie di nuova generazione per l’efficiente utilizzo dell’idrogeno come combustibile. Gli studi, condotti dall’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con atenei europei, sono stati pubblicati sulle riviste Nature Chemistry e Journal of the American Chemical Society.
Milano, 16 marzo 2014 – Una piccola quantità di proteina ferro-idrogenasi produrrebbe idrogeno sufficiente a riempire il serbatoio di un’autovettura alimentata ad idrogeno in pochi minuti. Una sola molecola di ferro-idrogenasi, infatti, può generare fino a novemila molecole di idrogeno al secondo. Il problema sta nella riproduzione su scala industriale di questa capacità.
Il telescopio spaziale Kepler disegna una nuova mappa dell’Universo: scoperti 715 nuovi pianeti

Lanciato nel 2009, dopo 4 anni ha dovuto ridimensionare la sua attività a causa di un guasto, eppure ancora oggi non smette di sorprenderci: è Kepler, il telescopio spaziale della NASA, lo strumento con cui in un colpo solo siamo passati dal conoscere circa 1000 pianeti extrasolari a quasi il doppio. La NASA ha infatti annunciato la scoperta di 715 nuovi pianeti che orbitano attorno a 305 stelle: questo dato fa salire a 1700 il numero di pianeti extrasolari finora conosciuti.
Luca Parmitano alla Sapienza per la conferenza “Space Robotics exploration: the next 20 years”

Una borsa di studio dedicata al tema della gravità, l’uscita in DVD e Blu-ray di “Gravity” (il film di Alfonso Cuaron candidato a 10 premi Oscar), e l’incontro con Luca Parmitano, astronauta dell’ESA di nazionalità italiana: ecco gli ingredienti dell’evento che si è tenuto lo scorso 25 febbraio a Roma, presso la facoltà d’Ingegneria della Sapienza.
La borsa di studio, che prevede l'assegnazione di un riconoscimento di 1500 euro allo studente che sviluppi la migliore proposta di studio, è stata messa a disposizione dalla casa di produzione Warner Bros con la collaborazione dell’ateneo romano, i cui docenti siederanno nella commissione che giudicherà il miglior progetto.
International Open Data Day, il 22 febbraio all’Università di Milano-Bicocca

Dal data journalism per raccontare storie alla qualità dell’aria: gli open data hanno un impiego vastissimo. Nell’International Open Data Day del 22 febbraio all’Università di Milano-Bicocca si parla di come l’uso libero degli open data non sia solo accesso alle informazioni ma un modo per sostenere partecipazione, democrazia e diritti. E per i più esperti, una maratona di programmazione per mettere in gioco le proprie capacità con i dati.
Milano, 20 febbraio 2014 - Sabato 22 febbraio è la giornata mondiale per divulgare e promuovere la liberazione dei dati da parte soprattutto delle pubbliche amministrazioni. In molte città saranno organizzati eventi sia per presentare i progetti di open data già attivi sia per usare tali dati grazie ad hackathon, vere e proprie maratone di programmazione.
Space App Camp 2014: c’è tempo fino al 3 marzo per presentare le proposte

L’obiettivo è sviluppare applicazioni per smartphone che impieghino dati di Osservazione della Terra, utilizzando le ampie potenzialità offerte dal sistema satellitare europeo Galileo/EGNOS e del programma di Osservazione della Terra Copernicus: si tratta di Space App Camp 2014, organizzato dallo S2G2M2 (Sustainable Services for GMES and GNSS in Mobile and Mobility).
Per partecipare basta compilare il modulo di registrazione reperibile online entro il 3 marzo e seguire le istruzioni: www.app-camp.eu/pages/registration.php
L'innovativa opportunità per sviluppatori di app interessati a questo particolare settore applicativo, prenderà poi forma presso il centro ESTEC dell’Agenzia Spaziale Europea a Noordwijk, in Olanda, dal 4 al 12 maggio 2014: per 7 giorni, venti sviluppatori selezionati potranno confrontarsi in un’avvincente sfida a colpi di creatività e originalità, in un contesto internazionale.
Nelle malattie muscolari croniche l’autoriparazione del tessuto genera fibrosi

Quando un danno al tessuto muscolare si cronicizza, come nel caso delle distrofie muscolari o dell’invecchiamento, il processo di riparazione diventa incontrollato e causa la sostituzione delle fibre muscolari con una massa fibrotica. La scoperta, pubblicata oggi suCell Death and Disease, è di un gruppo di ricercatori dell’ Università di Milano-Bicocca.
Milano, 30 gennaio 2014 – Durante il processo di riparazione muscolare, se il danno è persistente, le cellule staminali vascolari subiscono un cortocircuito e iniziano a depositare materiale fibroso sul tessuto muscolare, danneggiandolo. È la conclusione alla quale è arrivato lo studio (Macrophages commit postnatal endothelium-derived Q1 progenitors to angiogenesis and restrict endothelial to mesenchymal transition during muscle regenerationdoi:10.1038/cddis.2013.558) coordinato da Silvia Brunelli, docente di Biologia applicata presso il Dipartimento di Scienza della Salute dell’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’IRCCS dell’Ospedale San Raffaele di Milano e pubblicato oggi su Cell Death and Disease.
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