Biosensori ecosostenibili altamente performanti

Una promettente tecnologia eco-sostenibile per la produzione di biosensori enzimatici con performance senza precedenti di stabilità nel tempo, resistenza all'usura e riproducibilità nella misura, è stata messa a punto da Cnr-Ism in collaborazione con Cnr-Ismn, Cnr-Igag, Cnr-Imaa e le università Sapienza di Roma e degli Studi di Foggia. La ricerca è pubblicata su ACS Sustainable Chemistry and Engineering
La fabbricazione di biosensori enzimatici è un settore in continua espansione che ha attirato l'attenzione a livello industriale grazie alla possibilità di poter sfruttare le proprietà intrinseche dei biorecettori enzimatici che li rendono altamente selettivi e sensibili. In particolare, i biosensori a base dell’enzima laccasi suscitano molto interesse per la loro capacità di rilevare molecole altamente tossiche nell'ambiente diventando strumenti essenziali nei campi delle tecnologie di produzione industriale con un basso impatto ambientale come la biotecnologia bianca e la chimica verde che utilizzano rispettivamente organismi viventi e sostanze chimiche non inquinanti al fine di creare processi industriali con meno sottoprodotti dannosi.
Deficit dello sviluppo neurologico e ritardo nel linguaggio: sotto accusa le miscele di sostanze chimiche

Studio europeo su Science dimostra l’impatto sullo sviluppo neurologico dei bambini e in particolare sull’acquisizione del linguaggio dell’esposizione prenatale alle miscele di interferenti endocrini, sostanze chimiche che interagiscono con la regolazione ormonale: le nuove evidenze richiamano la necessità di un intervento di revisione delle politiche di valutazione del rischio chimico, ad oggi limitate all’ analisi di ciascuna sostanza singolarmente.
I risultati dello studio europeo EDC-MixRisk, pubblicati su Science, dimostrano che, durante la gravidanza, il mix di sostanze chimiche ambientali cui siamo continuamente esposti, interferendo col nostro sistema endocrino, incrementa il rischio di deficit neurologico nei nascituri, in particolare un ritardo nel linguaggio. Rispondendo a un’esigenza lungamente evidenziata da diverse agenzie regolatorie, questo lavoro pone quindi le basi scientifiche per una radicale revisione delle politiche nazionali e internazionali di valutazione del rischio, finora basate sull’esame di singole sostanze e non di loro miscele.
Lo studio, finanziato dall’Unione Europea, è stato condotto in collaborazione fra università e centri di ricerca svedesi (Università di Uppsala, Università di Karlstad, Università di Göteborg, Karolinska Institutet, Università di Lund, Università di Stoccolma, Università di Örebro), italiani (Università degli Studi di Milano, Istituto Europeo di Oncologia e Human Technopole), francesi (CNRS/Muséum d'histoire Naturelle), finlandesi (Istituto finlandese per la salute e il benessere - THL), tedeschi (Università di Lipsia), greci (Università nazionale capodistriana di Atene), britannici (Università di Edinburgo) e statunitensi (Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York).
Un tatuaggio elettronico per controllare lo stato di salute delle protesi ortopediche

Con il progressivo aumento dell’aspettativa di vita, aumenta anche la necessità di ricorrere alle protesi ortopediche per patologie dovute a invecchiamento, incidenti o disfunzionalità congenite. Il gruppo di ricerca di Elettromagnetismo Pervasivo di Ingegneria a Roma “Tor Vergata”, diretto dal prof. Gaetano Marrocco, ha recentemente sviluppato una nuova tecnologia wireless applicabile a qualunque tipo di protesi che riesce a individuare e localizzare la presenza di micro-fratture, non rilevabili dall’esterno, prima che esse danneggino la protesi. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista IEEE Journal of Electromagnetics, RF and Microwaves in Medicine and Biology.
“Ogni anno, più di 2,9 milioni di persone in tutto il mondo si sottopone a protesi articolari. Sebbene siano realizzate per durare anni, le statistiche rivelano che il 5%- 10% di esse andrà incontro a cedimenti prematuri. Una delle cause principali è la generazione di micro-fratture dovute alla fatica”: il prof Gaetano Marrocco, docente di Wireless Electromagnetic Technologies a Ingegneria “Tor Vergata”, fornisce alcuni dati che delineano l’importanza della revisione non invasiva delle protesi ortopediche. “Le micro-fratture sono un problema ancora lontano dalla risoluzione, nonostante i recenti progressi nella progettazione ne abbiano ridotto significativamente l’incidenza”. Le micro-fratture infatti possono essere rilevate durante gli screening periodici ma utilizzando apparecchiature specialistiche, grazie ai raggi X o alla risonanza magnetica nucleare.
Introducing Nikola, the emotional android kid

Researchers from the RIKEN Guardian Robot Project in Japan have made an android child named Nikola that successfully conveys six basic emotions. The new study, published in Frontiers in Psychology, tested how well people could identify six facial expressions—happiness, sadness, fear, anger, surprise, and disgust—which were generated by moving “muscles” in Nikola’s face. This is the first time that the quality of android-expressed emotion has been tested and verified for these six emotions.
Rosie the robot maid was considered science fiction when she debuted on the Jetson’s cartoon over 50 years ago. Although the reality of the helpful robot is currently more science and less fiction, there are still many challenges that need to be met, including being able to detect and express emotions. The recent study led by Wataru Sato from the RIKEN Guardian Robot Project focused on building a humanoid robot, or android, that can use its face to express a variety of emotions. The result is Nikola, an android head that looks like a hairless boy.
What lies behind a baby’s eyes

We give meaning to our world through the categorisation of objects. When and how does this process begin? By studying the gaze of one hundred infants, scientists at the Institut des Sciences Cognitives Marc Jeannerod (CNRS/Université Claude Bernard Lyon 1) have demonstrated that, by the age of fourth months, babies can assign objects that they have never seen to the animate or inanimate category. These findings, published in PNAS on 15 February 2022, reveal measurable changes in neural organisation, which reflect the transition from simply viewing the world to understanding it.
The way babies look at the world is a great mystery. What do they really see? What information do they get from seeing? One might think they look at things that stand out the most—by virtue of size or colour, for example. But when do babies begin to see and interpret the world like adults?
Fotovoltaico a Perovskite: celle solari flessibili a basso costo a partire da un semplice foglio di carta

Nessun macchinario ma un semplice foglio di carta per la produzione di uno strato sottile di perovskite, il materiale impiegato nella realizzazione di celle solari nella tecnologia fotovoltaica di nuova generazione. La perovskite mostra efficienze simili al silicio ma può essere prodotta attraverso tecniche di stampa partendo da inchiostri liquidi. Il nuovo metodo, è stato sviluppato da un team di ricercatori e ricercatrici dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e dell'Università di Zanjan, in Iran, e costituisce una tecnica a basso sosto che può essere utilizzata da chi non possiede i macchinari necessari per la formazione di film a perovskite: basta infatti un semplice foglio di carta. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista internazionale ad accesso aperto iScience - Cell Press.
Dal 4 febbraio al Museo Civico di Zoologia riapre la mostra La Via delle Api

Dopo la mostra dello scorso anno (febbraio-settembre 2021), riapre nuovamente al Museo Civico di Zoologia, la mostra La Via delle Api, il percorso espositivo dedicato al mondo delle api e dei loro prodotti, dal miele alla pappa reale.
La mostra, attraverso preparati provenienti dalle collezioni entomologiche del museo, materiali apistici, video accattivanti e modelli, vuole guidare il visitatore alla scoperta della “via delle api”: dal particolare ciclo vitale di questi insetti alla straordinaria organizzazione sociale e al loro fondamentale ruolo nell'impollinazione delle piante.
Il percorso prosegue con la presentazione dei loro principali prodotti, il miele, il polline, la propoli, e delle proprietà di queste sostanze che vengono utilizzate sia in campo alimentare, sia medico che agricolo.
Inoltre sono illustrate le ricerche che, utilizzando le api come bioindicatori, forniscono informazioni importantissime sullo stato di salute dell’ambiente.
Covid-19, risultati studio sierologico su 10mila dipendenti Città della Salute e UniTo: dai vaccini risposta di lunga durata

Sono stati presentati i risultati dello studio sierologico “Ricerca di IgG specifiche per SARS-CoV-2 nel Personale dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino e dell’Università degli Studi di Torino e valutazione della risposta immunitaria post-vaccinazione anti-COVID 19”.
Sono intervenuti, introducendo lo studio, il Dott. Giovanni La Valle e il Dott. Lorenzo Angelone, rispettivamente Direttore generale e Direttore sanitario dell’A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino, il Dott. Antonio Scarmozzino, Direttore Dipartimento Qualità e Sicurezza delle cure, la Prof.ssa Paola Cassoni, Direttrice Dipartimento Medicina di Laboratorio, la Prof.ssa Rossana Cavallo, Direttrice S.C. Microbiologia Virologia U, P.I. (Principal Investigator) dello studio. E, successivamente, presentando specifici risultati dello studio: la Dott.ssa Gitana Scozzari, S.C. Direzione Sanitaria P.O. Molinette, Disegno dello Studio di coorte: obiettivi, fasi e metodi; il Dott. Giovannino Ciccone, S.S.D. Epidemiologia Clinica e Valutativa, Risultati della fase pre-vaccinale: sieroprevalenza; la Dott.ssa Enrica Migliore, S.S.D. Epidemiologia Clinica e Valutativa, Risultati della fase post-vaccinale: risposta sierologica; la Prof.ssa Cristina Costa, S.C. Microbiologia Virologia U Risultati della fase post-vaccinale: analisi di immunità cellulare; il Prof. Antonio Amoroso, S.C. Immunogenetica e Biologia dei Trapianti U, Risultati della fase post-vaccinale: analisi delle frequenze HLA; il Dott. Maurizio Coggiola, S.C. Medicina del Lavoro U, Rischio Occupazionale Ospedaliero Dati di Sorveglianza Sanitaria.
Dalla "doppia vita" della Vimentina nuove terapie per la lotta al tumore

I risultati pubblicati sulla rivista Nucleic Acids Research da un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova indicano che il legame tra la proteina vimentina e il DNA possa essere funzionale alla proteina stessa per far crescere e muovere le cellule tumorali.
L’articolo è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Nucleic Acids Research, con il titolo “Vimentin binds to G-quadruplex repeats found at telomeres and gene promoters” dal gruppo coordinato dalla professoressa Claudia Sissi, del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Padova. I dati sono stati ottenuti nell’ambito di una linea di ricerca in cui si tenta di utilizzare alcune peculiarità strutturali di porzioni del genoma per nuovi approcci terapeutici in campo oncologico. Nel DNA ci sono sequenze in grado di ripiegarsi in modo anomalo in strutture definite non canoniche, tra cui quelle note come G-quadruplex sono quelle a oggi più ampiamente studiate.
New study finds COVID-19 vaccination boosts mental health along with immunity

Receiving at least one vaccine dose was associated with statistically significant declines in multiple psychological distress factors, investigators report in the American Journal of Preventive Medicine
Getting vaccinated for COVID-19 measurably improved the psychological well-being of participants in the Understanding Coronavirus in America study, a large longitudinal look at the impact of the pandemic on individuals in the United States. Vaccination was associated with declines in distress and perceived risks of infection, hospitalization, and death. The study, appearing in the American Journal of Preventive Medicine, published by Elsevier, validates the intuitive but previously unanswered questions of whether becoming vaccinated reduces perceived risks associated with COVID-19, and whether the reduction of these fears leads to improvements in mental health and quality of life.
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