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La ricerca condotta al dipartimento di Scienze Veterinarie pubblicata sulla rivista “Animals- MDPI”


Il modello di attaccamento che i cani sviluppano verso i proprietari è come quello dei bimbi verso i genitori o “prestatori di cura” (caregiver). La notizia arriva da uno studio pubblicato sulla rivista “Animals- MDPI” e condotto al dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa dove da circa dieci anni un gruppo di ricercatori si occupa del tema.
“Che da questo punto di vista i cani da compagnia avessero dei comportamenti simili a quelli dei bambini si sapeva già – spiega la dottoressa Chiara Mariti, ricercatrice dell’Ateneo pisano – questa però è la prima volta che siamo riusciti a declinare più precisamente i vari stili di legame sottoponendo i cani a test molto simili a quelli usati per gli umani”.

Pubblicato in Medicina

 

Abstract

We investigated SARS-CoV-2 transmission dynamics in Italy, one of the countries hit hardest by the pandemic, using phylodynamic analysis of viral genetic and epidemiological data. We observed the co-circulation of at least 13 different SARS-CoV-2 lineages over time, which were linked to multiple importations and characterized by large transmission clusters concomitant with a high number of infections. Subsequent implementation of a three-phase nationwide lockdown strategy greatly reduced infection numbers and hospitalizations. Yet we present evidence of sustained viral spread among sporadic clusters acting as “hidden reservoirs” during summer 2020. Mathematical modelling shows that increased mobility among residents eventually catalyzed the coalescence of such clusters, thus driving up the number of infections and initiating a new epidemic wave. Our results suggest that the efficacy of public health interventions is, ultimately, limited by the size and structure of epidemic reservoirs, which may warrant prioritization during vaccine deployment.

Full article 

 

Pubblicato in Scienceonline



A new study published in the journal Science Advances shows that Bantu-speaking communities in the Congo rainforest underwent a major population collapse from 1600 to 1400 years ago, probably due to a prolonged disease epidemic, and that significant resettlement did not restart until around 1000 years ago. These findings revise the population history of no less than seven present-day African countries (Cameroon, Central African Republic, Democratic Republic of the Congo, Republic of the Congo, Gabon, Equatorial Guinea, and Angola) and challenges the commonly held belief that the settlement of Central Africa by Bantu-speaking communitieswas a continuous processfrom about 4000 years ago untilthe start of the transatlantic slave trade.

Ongoing debates about decolonization, restitution of African cultural heritage and antiracism have also renewed interest in the European colonization of Central Africa, even if it was a relatively short period in the long and eventful history of the region. Modern humans lived in the savannas of Central Africa several tens of thousands of years before they emerged in Europe. Also, in the Congo rainforest did our ancestors overcome many challenges long before the first European expedition traversed it, as shown again in this recently published study.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 17 Febbraio 2021 10:24

L'intelligenza artificiale diventa quantistica


Cover Advanced Quantum Technologies


Programmata una rete di neuroni artificiali su un computer quantistico, che supera la velocità di apprendimento di quella della NASA. Lo studio coordinato dall'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn) è in copertina sulla rivista Advanced Quantum Technologies.

 Un team di ricercatori italiani coordinati da Enrico Prati dell'Istituto di fotonica e nanotecnologie del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ifn) di Milano ha sviluppato un nuovo modello di intelligenza artificiale su un computer quantistico. Il risultato, ottenuto in collaborazione con l’Università di Milano Bicocca programmando il computer D-Wave 2000 da 2.048 bit quantistici (qubit), è stato pubblicato sulla rivista Advanced Quantum Technologies come storia di copertina.

“Alla NASA avevano già sperimentato il trasferimento su un computer quantistico di un modello di intelligenza artificiale chiamato macchina di Boltzmann, ispirato a quello adottato tra gli altri da Netflix per raccomandare i film”, spiega Prati. “In quel caso però i risultati erano limitati dall’aver impiegato un solo qubit per rappresentare ciascun neurone artificiale, dal momento che le connessioni da ogni qubit verso quelli limitrofi sul chip sono poche per motivi di spazio. Nel nostro caso, invece, abbiamo fatto ricorso a una tecnica chiamta embedding per raggruppare più qubit perché si comportino come un unico oggetto, chiamato qubit virtuale. Il qubit virtuale eredita le connessioni di tutti i qubits che lo compongono, tranne che quelle tra i suoi costituenti, e quindi la connettività del nostro cervello quantistico è più elevata, da cui un apprendimento più rapido”.

Pubblicato in Tecnologia



Il carbone è il peggiore tra i combustibili fossili, sia per la salute che per l'ambiente

Il WWF accoglie con grande favore la conferma formale da parte del Ministero dell’Ambiente che la centrale a carbone di La Spezia dovrà cessare la sua attività entro il 2021.
Il fatto che il Ministero, nella lettera inviata al comune della città ligure, ribadisca con fermezza che "il decreto di riesame dell'Aia D.M. 351 del 6 dicembre 2019 è ad oggi pienamente vigente e pertanto resta valida la prescrizione che prevede la cessazione dell'utilizzo del carbone al 2021, per l'unico gruppo ancora in esercizio nella centrale di La Spezia", fornisce un messaggio chiaro del fatto che occorre rispettare le procedure ambientali e, di fatto, andare a chiudere gli impianti termoelettrici a carbone non più rispondenti alle prescrizioni delle procedure ambientali stesse.
WWF auspica che questo pronunciamento non venga ostacolato da altri dicasteri in base a supposte carenze di rete, dal momento che in Liguria c’è già un gruppo da quasi 800MWe funzionante di un’altra centrale a gas (Vado Ligure) che lavora a scartamento ridotto (ha prodotto appena 1.900 GWh/anno quando ne avrebbe potuti produrre oltre 5.000).

Pubblicato in Ambiente

 



I risultati dello studio internazionale, pubblicato sulla prestigiosa rivista JCI Insight, suggeriscono come il grasso adiposo, ormai considerato un vero e proprio organo metabolico, abbia un ruolo determinante nella regolazione della funzione di altri organi.

L’obesità è uno dei problemi più rilevanti della società moderna ed è ormai nota l’associazione di questa condizione con patologie come il cancro, le malattie cardiovascolari e il diabete. Uno studio recente, coordinato dalla Prof.ssa Riccarda Granata, della Divisione di Endocrinologia e Metabolismo diretta dal Prof. Ezio Ghigo, del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Torino, ha dimostrato che esiste un “dialogo” tra gli adipociti, le principali cellule del grasso addominale, e le cellule beta del pancreas, deputate alla secrezione dell’insulina e regolatrici essenziali del nostro metabolismo, la cui disfunzione rappresenta la principale causa di diabete.

Pubblicato in Medicina



È il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista «Annals of Oncology» dalle giovani ricercatrici Monica Montopoli (VIMM – Università di Padova) e Arianna Calcinotto (IOR di Bellinzona) su un campione di oltre 50mila donne testate per l’infezione da SARS-CoV2 in Veneto.
I farmaci SERM (Modulatori Selettivi del Ricettor Estrogenico)sarebbero efficaci nel contrastare l’infezione da SARS-CoV-2 e il successivo sviluppo del virus: è quanto emerge da uno studio condotto dalle ricercatrici Monica Montopoli (VIMM-Università di Padova) e Arianna Calcinotto (IOR di Bellinzona) su una popolazione femminile di 51.060 donne testate per l'infezione da SARS-CoV-2 nella Regione Veneto.

Pubblicato in Medicina

 

L'Italian Covid Data Portal è il portale che mira ad esporre, in modalità aperta, i dati scientifici prodotti a livello nazionale su Covid-19 e Sars-CoV-2, promuovendone la condivisione. Realizzato da Elixir-it, nodo italiano dell'infrastruttura europea per la bioinformatica e i dati biologici coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche, intende favorire una più ampia collaborazione tra ricercatori, e rappresenta l'istanza italiana del portale realizzato su invito della Commissione Europea dall'European Bioinformatics Institute (EBI) e altri partner.


È online, all'indirizzo  https://www.covid19dataportal.it, l'Italian Covid-19 Data Portal, sito web che raccoglie ed espone, in modalità aperta, i dati della ricerca italiana sul virus Sars-CoV-2 e sul Covid-19. Posto al servizio dei ricercatori italiani e di tutti gli interessati, il portale è realizzato dal nodo italiano dell'infrastruttura europea Elixir per i dati delle scienze della vita, coordinato dal Consiglio nazionale delle ricerche, al quale partecipano altri 22 soggetti del Paese tra Università, istituzioni di ricerca – tra cui l'Istituto Superiore di Sanità - e centri tecnologici come Garr, la rete nazionale della ricerca.

Pubblicato in Medicina

 

A dazzle of zebras at a waterhole in East Africa. Seasonal waterholes can operate as key locations for pathogen transmission within and between species.


Water is a necessity for all life but its availability can be limited. In geographical areas experiencing dry seasons, animals congregate near the few freshwater sources, often reaching large densities. At these sites many animals from different species come to the same spots to drink, potentially operating as key locations for pathogen transmission within and between species. An international team of scientists lead by the German Leibniz Institute for Zoo and Wildlife Research (Leibniz-IZW) suggests that viruses can use restricted freshwater sources as a vector to be spread among animals. The key prediction of this idea is that animal viruses remain stable and infectious in water. The team tested this idea by sampling water holes in ecosystems of Africa and Mongolia with pronounced dry seasons and growing viruses in such water. The scientific results demonstrated that this was indeed possible and are published in “Science of the Total Environment”.

Pubblicato in Scienceonline


I ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell’Università di Genova hanno individuato nuove cellule staminali più efficienti nella produzione di natural killer, le cellule che difendono l’organismo dall’aggressione dei patogeni. Lo studio, sostenuto da AIRC, è stato pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology.

Una “scorciatoia” del sistema immunitario per rifornire più rapidamente l’organismo delle difese necessarie (le cellule natural killer) a contrastare virus e altri agenti patogeni. Sono le nuove cellule staminali superefficienti scoperte dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell’Università di Genova con la collaborazione di altri Centri italiani. Lo studio ha coinvolto bambini e adulti affetti da HIV, epatite C e infezione da citomegalovirus. I risultati della ricerca, finanziata principalmente da AIRC, sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Allergy and Clinical Immunology.


LE CELLULE NATURAL KILLER
Le cellule natural killer (NK) giocano un ruolo fondamentale nella difesa di prima linea contro le infezioni da virus, ma anche contro la crescita dei tumori e la diffusione di metastasi. Hanno una vita piuttosto breve (pochi giorni) e richiedono un ricambio costante che viene garantito dalle staminali da cui hanno origine tutte le cellule del sangue. In alcune condizioni patologiche, come le infezioni virali e altre malattie infiammatorie, l’impiego e il possibile “esaurimento” delle NK aumentano notevolmente. Per rispondere al fabbisogno dell’organismo, quindi, le staminali si attivano, iniziano a dividersi e a dare origine a diverse cellule difensive del sangue, in particolare le NK. Tuttavia, per ottenere cellule NK mature e perfettamente armate occorrono molte settimane, un tempo non sempre compatibile con l’aggressività e la rapidità della replicazione del virus in corso d’infezione.

Pubblicato in Medicina

Medicina

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