Melittina: il potente segreto delle api contro il carcinoma mammario

Il veleno d’ape, noto in campo medico come apiterapia, è da tempo studiato per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche, ma recentemente la ricerca scientifica lo ha posto sotto i riflettori anche come possibile alleato nella lotta contro i tumori, in particolare quello al seno. Studi recenti suggeriscono che certi componenti del veleno abbiano una spiccata attività antitumorale, aprendo interessanti prospettive terapeutiche.
Come agisce il veleno di ape sulle cellule tumorali?
Il principio più attivo del veleno d’ape è la melittina, un peptide che costituisce circa la metà delle proteine totali del veleno. La melittina mostra la capacità di:
Indurre apoptosi (morte cellulare programmata) nelle cellule tumorali del seno, specialmente nelle forme più aggressive come il triplo negativo e il carcinoma HER2-positivo.
Inibire segnali e vie fondamentali per la crescita e la replicazione delle cellule cancerose, come i recettori dell’epidermal growth factor (EGFR) e HER2, frequentemente alterati nei tumori mammari.
Aumentare la permeabilità delle membrane cellulari, favorendo sia la distruzione diretta delle cellule tumorali sia l’ingresso dei farmaci chemioterapici, potenziando la loro efficacia.
Esperimenti condotti su linee cellulari di diversi sottotipi di cancro al seno hanno mostrato una selettività sorprendente: il veleno d’ape e la melittina sono molto più tossici per le cellule tumorali rispetto a quelle sane, riducendo il rischio di effetti collaterali rilevanti.
Sotto la superficie: l'energia solare nel mondo subacqueo

Una ricerca pubblicata sulla rivista Energy & Environmental Materials ha dimostrato che le celle solari a perovskite possono funzionare in modo efficiente anche in ambiente acquatico, aprendo la strada a tecnologie energetiche innovative per l’uso subacqueo. Lo studio è frutto della collaborazione tra due Istituti di ricerca del Cnr, l’Università degli studi di Roma Tor Vergata e la società BeDimensional Spa.
L’energia solare potrebbe presto trovare una nuova e sorprendente applicazione: il fondo del mare. Una ricerca pubblicata sulla rivista Energy & Environmental Materials ha, infatti, dimostrato che le celle solari a perovskite possono funzionare in modo efficiente anche in ambiente acquatico, aprendo la strada a tecnologie energetiche innovative per l’uso subacqueo.
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