Scienzaonline - Ultimi Articoli

La scossa a 372 chilometri e il vulcano che non dorme

La scossa a 372 chilometri e il vulcano che non dorme

12 Ottobre 2026

L’8 ottobre il Tirreno ha tremato sotto le Eolie, ma...

Mammiferi dell'Asia centrale, 43 milioni di anni di clima: una svolta famosa era in parte nei sacchi di sedimento

Mammiferi dell'Asia centrale, 43 milioni di anni di clima: una svolta famosa era in parte nei sacchi di sedimento

12 Ottobre 2026

Sei ricercatori tedeschi hanno ricostruito la storia dei mammiferi di...

Litigare non porta a uccidere: cento specie di primati tengono separate le due aggressioni

Litigare non porta a uccidere: cento specie di primati tengono separate le due aggressioni

12 Ottobre 2026

Uno studio dell’Università di Lincoln confronta cinque forme di aggressione...

L’olio di radice di hinoki e il sonno: dodici donne, due settimane e tre autori dell’azienda che lo fornisce

L’olio di radice di hinoki e il sonno: dodici donne, due settimane e tre autori dell’azienda che lo fornisce

10 Ottobre 2026

Una prova pilota dell’Università di Kyushu su dodici donne fra...

Una vespa nella casa delle formiche: in Borneo le piantagioni di palma da olio favoriscono l’intruso

Una vespa nella casa delle formiche: in Borneo le piantagioni di palma da olio favoriscono l’intruso

09 Ottobre 2026

Nel Sabah, in Malesia, la vespa Dasyproctus agilis scava i...

Caldo e mare povero nello stesso anno: trent’anni di pescato in 254 zone del mondo

Caldo e mare povero nello stesso anno: trent’anni di pescato in 254 zone del mondo

09 Ottobre 2026

Uno studio su Nature Communications incrocia le catture di 1.246...

Monetaria moneta. La cova

Monetaria moneta. La cova

08 Ottobre 2026

A Guam, nel 1980, Stefano Gargiullo fotografò una femmina di...

Cereali integrali, 87 sperimentazioni: un beneficio piccolo, su molti fronti

Cereali integrali, 87 sperimentazioni: un beneficio piccolo, su molti fronti

08 Ottobre 2026

Una metanalisi sullo European Heart Journal mette insieme gli studi...

Mercoledì, 07 Novembre 2018



Nonostante la sua scoperta risalga a ormai 65 anni fa e da allora sia stata costantemente studiata dagli scienziati di tutto il mondo, la celebre doppia elica del DNA custodisce ancora molti misteri. Uno di questi riguarda la distribuzione delle quattro tipologie di nucleotidi che ne compongono la struttura (adenina, timina, guanina e citosina): sappiamo che ci sono particolari simmetrie all’interno dei singoli filamenti di DNA, ma molto resta da scoprire sulla loro origine.

Un passo avanti in questa direzione arriva ora dal lavoro di un gruppo di ricerca italo-australiano che coinvolge l’Università di Milano-Bicocca, l’Università di Sydney e l’Università di Bologna. Pubblicato su Nature Scientific Reports, lo studio presenta per la prima volta un modello matematico in grado di spiegare la particolare ripartizione delle basi all’interno del DNA. Un risultato che potrebbe aiutarci a far luce sui processi evolutivi della doppia elica e a spiegare le funzioni ad oggi ancora ignote di molte sue parti.

Simmetrie del DNA
Il genoma umano è formato da più di tre miliardi di coppie di basi azotate, i cosiddetti nucleotidi: adenina (A), timina (T), guanina (G) e citosina (C). Pronunciando un carattere al secondo senza mai fermarsi si impiegherebbero circa cento anni per elencare l'intera sequenza dei nucleotidi presenti al suo interno.

Tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso, il biochimico austriaco Erwin Chargaff, ricorrendo alla cosiddetta tecnica di cromatografia su carta, riuscì a separare la molecola del DNA nelle sue basi costituenti (appunto le quattro basi azotate A, C, G, T) e a determinare la loro percentuale di abbondanza relativa. Grazie a questa tecnica notò che mentre la composizione in basi del DNA varia da una specie all'altra, in ciascun organismo c’è sempre una precisa simmetria: la quantità di adenina è uguale a quella di timina e la quantità di guanina è uguale a quella di citosina.

Pubblicato in Medicina

 

 


La Sapienza ha partecipato a un importante studio AIRC sull’identificazione di nuovi farmaci contro il melanoma. La collaborazione scientifica con l’Istituto nazionale tumori Regina Elena e l’Irccs Pascale di Napoli ha permesso di definire il ruolo cruciale dei microRNA nella resistenza alle terapie. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Cell Death & Differentiation
La collaborazione scientifica fra l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena (IRE), la Sapienza e l’IRCCS Pascale di Napoli, sostenuta dall’AIRC - Associazione italiana per la ricerca sul cancro, ha prodotto interessanti risultati sul trattamento del melanoma. I ricercatori, coordinati da Gennaro Ciliberti dell’Istituto nazionale tumori Regina Elena e da Rita Mancini del Dipartimento di Medicina clinica e molecolare, hanno indagato il ruolo dei microRNA nella resistenza alle terapie, aprendo nuove strade al trattamento del tumore. I risultati dello studio sono pubblicati sulla rivista Cell Death & Differentiation.

Attraverso tecniche di biologia molecolare il team ha osservato che numerosi microRNA sono presenti in maniera differente dopo lo sviluppo di resistenza ai farmaci anti-BRAF (il gene che, se mutato, dà origine al cancro). Alcuni sono più presenti nelle cellule resistenti mentre altri lo sono meno. L'ipotesi che origina da questa osservazione è che il melanoma per diventare resistente debba evolvere, liberandosi di determinati miRNA e arricchendosi di altri.

Pubblicato in Medicina

 

Scienzaonline con sottotitolo Sciencenew  - Periodico
Autorizzazioni del Tribunale di Roma – diffusioni:
telematica quotidiana 229/2006 del 08/06/2006
mensile per mezzo stampa 293/2003 del 07/07/2003
Scienceonline, Autorizzazione del Tribunale di Roma 228/2006 del 29/05/06
Pubblicato a Roma – Via A. De Viti de Marco, 50 – Direttore Responsabile Guido Donati

Photo Gallery