Sindrome del Tunnel Carpale: come diagnosticarla e prevenirla insieme all’ortopedico

Ospedale San Raffaele 11 Nov 2020
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La Sindrome del Tunnel Carpale è una patologia dolorosa e talvolta invalidante. Rappresenta la forma di neuropatia da intrappolamento più conosciuta e frequente e si manifesta comunemente con dolore e formicolio dalle dita della mano al braccio, soprattutto durante la notte. Come diagnosticarla? Ne abbiamo parlato con il Dott. Matteo Salvatore, specialista in Ortopedia presso il Poliambulatorio Specialistico San Raffaele Termini.

 “La Sindrome del Tunnel Carpale fa parte delle sindromi canalicolari compressive dei nervi periferici, di cui fanno parte anche la sindrome del tunnel tarsale (piede) e quella del tunnel o canale cubitale (gomito). Si tratta di neuropatie causate da compressione di un nervo periferico che non decorre più agevolmente in un canale osteofibroso. Nel caso specifico della Sindrome del Tunnel Carpale il nervo interessato è il nervo mediano, uno dei tre principali nervi periferici misti (sentivo-motore, responsabile sia della sensibilità della cute sia della mobilità dei muscoli che innerva) dell’arto superiore. L’aumento di pressione sul nervo o il suo schiacciamento rappresenta la causa della sindrome del tunnel carpale che, se non curata, può comportare l’impossibilità di eseguire alcuni gesti comuni con le dita, come cucire o girare la chiave in una serratura. Il nervo, come il muscolo, è un tessuto nobile che non rigenera: nel caso trascorra troppo tempo compresso, soffre fino a perdere completamente la propria funzione”.

 I sintomi a cui bisogna fare attenzione

“I campanelli di allarme sono due: il dolore notturno lungo le prime tre dita della mano e il formicolio (sensazione di scossa o corrente che attraversa le dita). L’ispessimento si ha generalmente per cause estrinseche: gesti reiterati con il polso o lavori usuranti, come ad esempio gli operai che utilizzano frequentemente il martello pneumatico. Possono però intervenire anche cause intrinseche, di tipo ormonale, come si evince dall’incidenza della sindrome che più frequentemente il sesso femminile e spesso si aggrava durante la gravidanza”.

 Diagnosi e trattamento

“L’esame principale è rappresentato dalla visita ortopedica, da sola sufficiente a porre diagnosi. Utile anche un esame EMG (elettromiografico) per studiare la gravità della compressione. Il trattamento principale passa per la prevenzione anzitutto, evitando determinate posture o gestualità che possano provocare l’insorgenza della malattia o peggiorarne il decorso. In alcuni casi si fa riferimento ad alcuni farmaci specifici, mentre in quelli più gravi si può arrivare all’intervento”.

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