Settembre 2020



Over 99% of terrestrial ice is bound up in the ice sheets covering Antarctic and Greenland. Even partial melting of this ice due to climate change will significantly contribute to sea level rise. But how much exactly? For the first time ever, glaciologists, oceanographers, and climatologists from 13 countries have teamed up to make new projections. Their modelling efforts, involving CNRS and CEA researchers1, show that the Antarctic Ice Sheet may account for up to 30cm of sea level rise between 2015 and 2100. However, some scenarios alternatively suggest that the volume added to the ice sheet by snowfall will surpass what is lost through melting, partially offsetting the rise—by 7.8 cm at best. This wide range in estimates2 mainly reflects incomplete knowledge of melting that occurs on the bottom of ice shelves. But these floating glacial fringes, which can cover an area half the size of France, pen in the rest of the ice sheet. Were they to be lost, the new projections indicate that the ocean would rise several metres over 500 years.

Over the same 2015–2100 period, the Greenland Ice Sheet would contribute an additional 1.5to14 cm, depending on the level of our greenhouse gas emissions. These findings have been discussed in a spate of scientific articles, including five published in The Cryosphere on 17 September 2020. To refine their predictions, scientists are turning to a new generation of climate models that directly integrate data on the cryosphere, in addition to atmospheric, oceanic, and biogeochemical inputs.

Pubblicato in Scienceonline

Le molteplici possibilità che il sistema immunitario intervenga a difesa dell’organismo contro il virus coinvolgono sia la risposta innata che quella adattativa, entrambe con le loro componenti umorali e cellulari. Un nuovo studio diretto dal King’s College London e dal Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Cnr, pubblicato su Nature Medicine, mette a disposizione un approccio ad interim per prevedere il decorso della malattia

 

L’infezione da virus Sars-Cov-2 può essere asintomatica, oppure causare la malattia denominata Covid-19, le cui manifestazioni cliniche sono estremamente eterogenee: da una patologia respiratoria lieve a un quadro clinico grave, in alcuni casi fatale. Analizzando il sangue dei pazienti si possono però ottenere previsioni sul decorso della malattia. Lo studio “Covid-Ip”, condotto da un team internazionale guidato da Adrian Hayday del King’s College London e del Francis Crick Institute di Londra con la partecipazione di Francesca Di Rosa dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Ibpm), pubblicato su Nature Medicine, ha identificato alcune alterazioni immunologiche che potranno essere sfruttate per identificare mediante un esame del sangue i pazienti destinati ad aggravarsi.

Pubblicato in Medicina


Protagonista nella prima missione spaziale per difendere la Terra dagli asteroidi

 

Dopo aver partecipato alla Missione Rosetta, nel 2024 il Politecnico di Milano torna a volare nello spazio profondo. Per quella data l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, ha previsto il lancio della sonda spaziale Hera verso l’asteroide binario Didymos, il più piccolo corpo celeste oggetto di una missione spaziale, un asteroide di circa 780 metri di diametro, con la sua piccola luna Dimorphos, di circa 160 metri. Arrivata a destinazione, Hera rilascerà due CubeSat, piccoli satelliti delle dimensioni di una scatola di scarpe. Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Aerospaziali del Politecnico è stato appena selezionato per partecipare alla missione con un ruolo da protagonista, il team guidato dal prof Francesco Topputo sarà infatti responsabile della progettazione della traiettoria e del sistema di guida, navigazione e controllo del secondo CubeSat “Milani”, dedicato ad Andrea Milani, professore di Meccanica orbitale all’Università di Pisa, venuto a mancare nel 2018.

Pubblicato in Astrofisica


Un team multidisciplinare della Sapienza ha individuato in una molecola dell’arbusto originario delle pendici montuose del Cile e dell'Argentina un alleato naturale contro la resistenza agli antibiotici. L’azione antimicrobica della pianta è stata scoperta utilizzando approcci bioinformatici e screening biologici. I risultati del lavoro sono pubblicati sulla rivista Journal of Antimicrobial Chemotherapy
La resistenza agli antibiotici, o antibiotico-resistenza, è un meccanismo che deriva dal naturale sistema di difesa dei batteri nei confronti degli agenti esterni. A livello molecolare si tratta di un processo che normalmente avviene in pochi microrganismi di una popolazione batterica. Tuttavia, quando la popolazione è esposta agli antibiotici, i batteri resistenti per continuare a sopravvivere e a proliferare diffondono velocemente questa capacità a batteri diversi presenti nello stesso ecosistema.

Pubblicato in Medicina

 

GENEVA – The World Health Organization (WHO) is calling on governments and health care leaders to address persistent threats to the health and safety of health workers and patients.

“The COVID-19 pandemic has reminded all of us of the vital role health workers play to relieve suffering and safe lives,“ said Dr Tedros Adhanom Ghebreyesus, WHO Director-General. “No country, hospital or clinic can keep its patients safe unless it keeps its health workers safe. WHO’s Health Worker Safety Charter is a step towards ensuring that health workers have the safe working the conditions, the training, the pay and the respect they deserve.“

The pandemic has also highlighted the extent to which protecting health workers is key to ensuring a functioning health system and a functioning society.

The Charter, released today for World Patient Safety Day, calls on governments and those running health services at local levels to take five actions to better protect health workers. These include steps to protect health workers from violence; to improve their mental health; to protect them from physical and biological hazards; to advance national programmes for health worker safety; and to connect health worker safety policies to existing patient safety policies.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 16 Settembre 2020 13:45

Improving prediction of Parkinson’s Disease



Including genetic markers in addition to well known risk factors improves tests to predict Parkinson’s disease, according to a study led by Queen Mary University of London.

Parkinson’s disease is the second most common neurodegenerative disorder worldwide. By the time it is diagnosed, the disease has caused permanent irreversible damage. Identifying individuals who are at risk, or detecting the disease earlier, is the best hope to prevent or develop effective treatments for Parkinson’s.

Using data from over 2,000 patients diagnosed with Parkinson’s and comparing with half a million controls in the UK Biobank, the researchers first investigated the association of certain risk factors with Parkinson’s. Factors such as having a family history of the disease, not smoking, low alcohol consumption, depression, excessive daytime sleepiness, epilepsy, earlier menarche, and a family history of dementia had small individual associations with Parkinson’s.

Pubblicato in Scienceonline
Mercoledì, 16 Settembre 2020 13:21

Installazione di Mimmo Paladino Back to Nature

 

Campidoglio, dal 15 settembre l’arte contemporanea è a Villa Borghese con Back to Nature, un progetto espositivo inedito che riflette sul futuro e sui cambiamenti climatici
In mostra nel parco, a ingresso gratuito, le installazioni di artisti di fama internazionale come Andreco, Mario Merz, Mimmo Paladino, Benedetto Pietromarchi, Davide Rivalta, Grazia Toderi, Edoardo Tresoldi e Nico Vascella


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Dal 15 settembre al 13 dicembre 2020 il parco di Villa Borghese, uno dei parchi storici più famosi e amati di Roma, ospiterà Back to Nature. Arte Contemporanea a Villa Borghese, a cura di Costantino D’Orazio. Un progetto espositivo inedito che riflette sul futuro e sulla necessità di costruire un nuovo rapporto con la natura, in questo complicato periodo di cambiamenti climatici e di pandemia. In mostra, ad ingresso gratuito, una serie di installazioni pensate per essere esposte all’aperto e apprezzate da tutti coloro che frequenteranno il parco, appositamente progettate o reinventate per l’occasione da artisti di rilievo internazionale come Andreco, Mario Merz, Mimmo Paladino, Benedetto Pietromarchi, Davide Rivalta, Grazia Toderi, Edoardo Tresoldi, Nico Vascellari.


Back to Nature rappresenta una novità assoluta all’interno della programmazione culturale della città: si tratta del primo progetto coordinato con installazioni d'arte contemporanea nell’ambito di una strategia di valorizzazione dei parchi storici della Capitale. Le opere dialogheranno grazie alla trasparenza, che permetterà di ammirarle in sintonia con la natura del parco e in perfetta convivenza tra loro. Passeggiare nel parco permetterà ai visitatori di godere della corrispondenza tra il segno contemporaneo, le architetture del parco e le piante che lo abitano.

Pubblicato in Arte


Al via il progetto europeo In-habit con il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Pisa


Lucca sarà la prima città smart in Europa progettata a misura di uomo e animali e a realizzarla saranno gli esperti dell’Università di Pisa grazie al progetto In-habit.

Fra le varie iniziative in cantiere ci sono le “animabili”, cioè percorsi urbani intelligenti dedicati ad animali e padroni, che dal centro e dalle mura andranno verso le periferie. Grazie poi al parternariato con il Comune di Lucca e con Lucca Crea, la società che cura la manifestazione Lucca Comics & Games, il progetto punta a ripensare la presenza e il ruolo degli animali in città, dall’educazione, alla gestione degli spazi pubblici, dalla creazione di nuove opportunità di lavoro all'accoglienza turistica ad hoc per chi viaggia con i propri animali. Ma al centro di In-Habit c’è anche il tema dell’inclusività e l’attenzione ai soggetti più fragili. In questo caso gli animali diventano mediatori e risorse integrative, ed ecco così l’idea di realizzare delle pettorine smart per cani o gatti domestici in modo che gli anziani possano chiedere soccorso in caso di necessità.

Pubblicato in Ambiente


Riscaldare gli ambienti in cui viviamo o lavoriamo è un’esigenza comune nella maggior parte delle aree abitate. L’energia richiesta per questo processo è responsabile di circa un terzo di tutta l'energia finale consumata in Europa e i tre quarti della domanda è fornita da combustibili fossili.

L’idea di un nuovo materiale per l’accumulo di energia termochimica, oggetto di una ricerca pubblicata sulla rivista Scientific Reports,arriva da un gruppo di studiosi dei dipartimenti di Scienza Applicata e Tecnologia (DISAT) e di Energetica (DENERG) del Politecnico di Torino e dell’Istituto di Tecnologie Avanzate per l’Energia del CNR (CNR-ITAE).

In questo studio, i ricercatori hanno dimostrato come sia possibile sviluppare calore idratando il sale inserito nei pori del cemento. Per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità in Europa è necessario ridurre i consumi di energia fossile e utilizzare invece sistemi a energia rinnovabile, ma l'integrazione di energia rinnovabile nei sistemi di riscaldamento comporta una discrepanza tra il surplus di energia e i picchi di domanda giornalieri e annuali.

Pubblicato in Tecnologia



The calcification of the carotid artery is a sign of advanced arteriosclerosis, which may be associated with chronic coronary artery disease (CAD) and can lead to death. Such calcification can be seen in regular oral panoramic radiography.

Prior research has already shown that carotid artery calcification is detectable by panoramic radiography. Now, for the first time, researchers included coronary angiography in a study where patients were followed-up for 10 years. Furthermore, the patients’ oral microbiota was examined and the quantity of antibodies to bacteria associated with oral infections was measured.

A total of 508 middle-aged patients who had been referred to coronary angiography due to cardiac symptoms in 2008–2018 were enrolled in the study.

The study was carried out collaboratively by the University of Helsinki, the University of Oulu, the University of Eastern Finland and Karolinska Institutet. The findings have been published in the International Endodontic Journal.

Pubblicato in Scienceonline
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