Ambiente

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Una ricerca svedese rivela un paradosso: produrre carburante pulito per l'industria potrebbe prosciugare le riserve idriche locali. Senza una pianificazione territoriale, la transizione climatica rischia di innescare nuovi conflitti per l'oro blu.

Il dilemma della sostenibilità
L'idrogeno "verde" è considerato il pilastro per decarbonizzare i trasporti pesanti e l'industria siderurgica. Tuttavia, il processo di elettrolisi — che scinde l'acqua in idrogeno e ossigeno usando energia rinnovabile — richiede enormi quantità di risorsa idrica.

Uno studio della Chalmers University of Technology, pubblicato su Nature Sustainability, avverte: produrre idrogeno vicino alle industrie e alle centrali rinnovabili è economicamente vantaggioso, ma spesso queste zone coincidono con aree dove l'acqua è già scarsa.


La sinergia tra governo e grandi organizzazioni internazionali come il WWF sta invertendo una tendenza drammatica. Nel 2025, salvate decine di esemplari rispetto all'anno precedente.

Un raggio di speranza per la biodiversità
Il 2025 ha segnato un punto di svolta fondamentale per la sopravvivenza dei rinoceronti in Sudafrica. Secondo gli ultimi dati rilasciati dal Ministero dell’Ambiente, l’azione congiunta contro il traffico illegale ha portato a una riduzione del 16% degli abbattimenti rispetto al 2024.


Uno studio dell'Università di Padova svela i tempi della crescita arborea attraverso l'analisi delle "cicatrici da freddo".
Il cambiamento climatico sta riscrivendo l'agenda biologica della natura montana, ma non tutti i processi seguono lo stesso ritmo. Una ricerca innovativa focalizzata sulle conifere alpine rivela che, negli ultimi 200 anni, la produzione di nuovo legno è iniziata in anticipo, seppur con una velocità diversa rispetto alla comparsa di fiori e foglie.

La memoria del legno: gli "anelli da gelo"
Lo studio, intitolato Phenological Shifts in Wood Formation Tracked by Frost Rings Across Two Centuries e pubblicato su «Global Change Biology», è il risultato di una collaborazione tra il Dipartimento TeSAF dell’Università di Padova e l’ISAC-CNR di Bologna, sotto la guida del professor Marco Carrer.

Poiché non è possibile osservare la crescita quotidiana degli alberi a ritroso nei secoli, gli esperti hanno utilizzato una tecnica investigativa:

Cosa sono: Gli "anelli da gelo" sono micro-lesioni permanenti nel legno.

 

Un recente monitoraggio condotto da Greenpeace Italia ha portato alla luce una realtà preoccupante: le sostanze chimiche PFAS hanno raggiunto anche le vette del Monte Rosa. Le analisi, effettuate sul versante valdostano, rivelano che le acque di fusione del ghiacciaio del Lys presentano livelli di inquinamento analoghi a quelli riscontrati in altre catene montuose globali.


In occasione del World Wetlands Day, il WWF lancia l’allarme: tra inquinamento e cemento, i nostri ecosistemi più preziosi sono al collasso.

 

Paludi, lagune, torbiere e fiumi: non sono solo paesaggi suggestivi, ma i "polmoni blu" della nostra economia e del clima. Eppure, il 2 febbraio, la Giornata Mondiale delle Zone Umide si apre sotto il segno dell'urgenza. Il WWF Italia, nel celebrare i suoi 60 anni e il mezzo secolo dalla ratifica della Convenzione di Ramsar, denuncia una situazione critica: il 75% di queste aree è già scomparso dalla nostra storia recente e quasi la metà di quelle rimaste versa in condizioni preoccupanti.


Un nuovo studio condotto dai ricercatori del RIKEN Center for Sustainable Resource Science (CSRS) in Giappone ha gettato luce sugli effetti reali di fertilizzanti e pesticidi nelle coltivazioni di mandarini. Attraverso analisi statistiche avanzate, il team guidato da Yasunori Ichihashi ha svelato un complesso compromesso: meno chimica favorisce la vita nel sottosuolo, ma espone i frutti a maggiori rischi superficiali.

La sfida dei dati dal "mondo reale"
A differenza delle ricerche condotte in laboratorio, questo studio ha analizzato frutteti commerciali in 12 prefetture giapponesi. Per isolare gli effetti delle pratiche agricole dalle variabili ambientali (come clima, età degli alberi e tipo di suolo), i ricercatori hanno utilizzato tecniche statistiche tipiche dell'economia, come la pesatura di probabilità inversa.

 

Il volto del nostro Pianeta è cambiato: oggi la fauna selvatica rappresenta appena il 4% della biomassa dei mammiferi terrestri, mentre il restante 96% è diviso tra esseri umani (36%) e animali da allevamento (60%). Parte da questo dato sbalorditivo la nuova edizione della Meat Free Week, l'iniziativa del WWF che, dal 26 al 30 gennaio, si inserisce nel mese del Veganuary per promuovere una riflessione profonda sulle nostre abitudini alimentari.

Attraverso la campagna Our Future, il WWF utilizzerà i propri canali social per illustrare 6 ragioni fondamentali per cui ridurre il consumo di proteine animali sia una scelta necessaria per la salute globale, il clima e la salvaguardia della biodiversità.


Uno studio dell’Università di Padova rivela che la quasi totalità della rete idrografica terrestre vive fasi di secca periodica: i fiumi perenni sono l'eccezione, non la regola.

I fiumi non sono vene statiche che attraversano i continenti, ma organismi pulsanti che si espandono e si ritraggono seguendo i ritmi del clima. Questa variabilità porta moltissimi tratti fluviali a interrompere il proprio corso, anche solo per brevi intervalli. Secondo una ricerca pubblicata su Nature Water dal team dell'Università di Padova, i fiumi "non-perenni" rappresentano la forma fluviale dominante sul nostro pianeta.

Milioni di britannici potrebbero essere pronti a sostituire il pesce d'importazione con i grandi classici dei nostri mari, come sarde, sardine e acciughe. Lo rivela un nuovo studio dell’Università dell’East Anglia (UEA), secondo cui oltre il 40% dei consumatori è desideroso di sperimentare specie mai provate prima.

Il rapporto evidenzia come il Regno Unito stia ignorando una preziosa opportunità per migliorare la salute pubblica e sostenere le economie locali, non valorizzando le abbondanti riserve nazionali di pesce azzurro, piccolo ma ricchissimo di nutrienti.

La ricerca, coordinata dal Centro per la Ricerca Sociale ed Economica sull'Ambiente Globale (CSERGE) della UEA, suggerisce che questo sia il momento perfetto per riscoprire il patrimonio ittico locale.

 

Un evento senza precedenti è stato documentato nel Parco Nazionale della Tigre e del Leopardo della Cina Nord-Orientale (NCTLNP). Nel novembre 2025, i ranger di Hunchun hanno catturato un filmato straordinario: una tigre dell'Amur insieme ai suoi cinque cuccioli, tutti presenti nello stesso fotogramma. Si tratta di un vero e proprio record mondiale per questa specie a rischio.Una famiglia in salute in un ecosistema che rinasceDalle analisi condotte dagli esperti sulla corporatura e sul portamento, la madre è stata identificata come una femmina in ottima salute, di età compresa tra i 5 e gli 8 anni.

 

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